Nuovo ospedale di Terni, i progetti sul tavolo. Melasecche: meglio Colle Obito che Maratta

L’assessore regionale all’urbanistica: così possiamo realizzare la città della salute che aspetta da almeno vent’anni. Viabilità, collegamenti e non solo: ecco a cosa si sta lavorando

Il nuovo ospedale di Terni, dalle parole ai progetti. Che la struttura sanitaria a servizio della città sia qualcosa in più di un’idea, lo confermano le dichiarazioni che un paio di giorni fa l’assessore regionale all’urbanistica, Enrico Melasecche, ha rilasciato al Corriere dell’Umbria.

I passaggi di Melasecche sembrano molto chiari e l’assessore ternano conferma la volontà della Regione di mettere mano in maniera piuttosto concreta alla questione. Per realizzare quella “città della salute che aspetta di vedere la luce da almeno vent’anni”.

La prima questione affrontata da Melasecche riguarda la scelta della localizzazione. IL dibattito delle ultime settimane metteva a confronto l’attuale sede del Santa Maria (Colle Obito) o la possibilità di utilizzare dei terreni a Maratta.

Melasecche suggerisce di “evitare di cercare di espropriare un’area apposita di molti ettari in giro per la città. Quella di proprietà della Asl a Maratta nel Comune di Narni è in zona esondabile, con costi assurdi di adattamento strutturale dei terreni e di opere viarie indispensabili”. L’idea potrebbe dunque essere quella di restare a Colle Obito dove “si continuerebbe ad utilizzare la nuova sede del triennio biologico di medicina, costata una ventina di milioni di euro. Il nuovo complesso, realizzabile mentre funziona la parte vecchia, non andrebbe a sconvolgere la vita del quartiere attorno all’attuale nosocomio. L’elisoccorso è poi facilmente collocabile sul tetto della nuova struttura”.

Secondo tema, la viabilità. “Quanto ai flussi veicolari di accesso, oltre 20 anni fa, da assessore della giunta Ciaurro, auspicai che uno studio ternano si facesse carico di proporre un’ipotesi progettuale per realizzare un parcheggio a silos a valle dell’ospedale in modo da ridurre notevolmente l’attuale costipazione di auto sul colle. Lo studio prevedeva sette piani, alcuni dedicati a servizi a pagamento, ricettività, quattro ascensori, ristorante panoramico all’ultimo piano”. Pubblico e privato insieme almeno per fare fronte ad una parte degli investimenti che, complessivamente, si aggirerebbero tra 200 e 250 milioni di euro. Probabilmente, la “più grande opera pubblica per Terni nella storia repubblicana”.

Ancora sulla viabilità: “Anche i collegamenti stradali subirebbero dei cambiamenti: nel progetto è previsto il raggiungimento dell’area ospedale dalla stazione ferroviaria, utilizzando ad esempio il treno che sale a San Valentino con il proseguimento tramite navette elettriche”.

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Sembra che insomma le cose siano in una fase piuttosto avanzata e che il progetto possa vedere la luce anche grazie ai fondi europei messi a disposizione nell’ambito delle azioni di contrasto dell’emergenza Covid19.

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