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Arrivano due milioni dalla Fondazione Carit, il nuovo palasport di Terni fa un altro passo avanti

Il consiglio di amministrazione dà il via libera al contributo che sarà corrisposto in tre tranche. Altri dettagli sul progetto: sconti alle associazioni per l’uso della struttura e cinquemila metri quadrati di spazi commerciali

Il sogno del nuovo palasport di Terni fa un altro passo avanti. Lo scorso 2 luglio, il consiglio di amministrazione della Fondazione Carit ha dato il via libera allo stanziamento del contributo da due milioni di euro a favore del Comune di Terni per la realizzazione del progetto.

“Il nuovo palazzetto dello sport – spiega una nota diffusa dalla Fondazione - sarà realizzato attraverso una concessione di progettazione, realizzazione e gestione dell’opera, in cui il concessionario (privato) investirà risorse pari a 16 milioni di euro a fronte della possibilità di gestire il bene con una concessione della durata di 30 anni e di realizzare organismi aggiuntivi ad uso commerciale per una superficie di 5.000 metri quadrati. Il Comune di Terni supporterà l’intervento pubblico, concedendo l’area di sua proprietà e mediante la corresponsione di un contributo pari a 3.520.000 euro”. L’importo si compone di fondi di bilancio del Comune di Terni per 1.520.000 euro oltre al contributo della Fondazione Carit.

Il palazzetto avrà una capienza di 4.500 posti e potrà ospitare eventi sportivi anche internazionali.  

Per la concessione del contributo, la Fondazione chiede che “il palazzetto venga destinato anche a scopi con valenza sociale per la promozione dello sport e della cultura tra i giovani, gli anziani, i diversamente abili, le categorie fragili in generale; che vengano riservate alle associazioni sportive dilettantistiche, alle associazioni culturali, agli enti del terzo settore in genere, apposite convenzioni per l’utilizzo del palazzetto a costi agevolati; che vengano riservate alle iniziative della Fondazione almeno 5 giornate all’anno per eventi a valenza sociale e di promozione culturale a valere per tutta la durata della convenzione” e che infine l’intervento rientri nel cosiddetto “Sport bonus” così da consentire alla stesa Fondazione di “poter beneficiare di un credito di imposta in misura pari al 65 per cento dell’erogazione effettuata”.

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