Il nuovo stadio “si può fare”: “Seguire il modello PalaTerni, la clinica potrebbe sorgere al Ternanello”

“Operazione Liberati”, Melasecche tende la mano a Bandecchi: “Imprenditore valido, ha investito molto sulla città”. Le ipotesi e i tempi che potrebbero portare alla costruzione dell’impianto sportivo

I tamburi di guerra di qualche settimana fa sembrano lontani. “Bandecchi è un imprenditore valido, ha investito tanto a Terni.  Sono convinto che la strada non sia quella di andare allo scontro”. Ma quella che potrebbe portare a diversi obiettivi. Primo fra tutti, mettere in piedi la “città dello sport”, che unisca il Palaterni, il “nuovo” stadio Liberati e le piscine.

Ed è proprio al cosiddetto “modello PalaTerni” che Enrico Melasecche, assessore all’urbanistica della Regione Umbria e già assessore con la medesima delega al Comune di Terni, si rifà per indicare quale potrebbe essere il percorso da seguire nell’ottica di raccogliere la proposta lanciata dal patron della Ternana, Stefano Bandecchi, di costruire un nuovo stadio per le Fere, e per la città, a patto di poter “tirare su” in cambio una clinica privata.

“Da anni – dice intervistato da Ontv - sono fra coloro che sostiene che sarebbe necessario fare un nuovo stadio. A Bandecchi va dato atto che sta pagando fior di milioni per una struttura vecchia. Un anno e mezzo fa ci siamo visti con Bandecchi presso la sede di Unicusano a Roma e ho proposto di affrontare il problema Liberati con la legge sugli stadi. Lui era dell’idea di comprarsi il Liberati ad un prezzo pari al valore in sé meno i costi. Ma il Comune è obbligato a fare una gara e la cifra per l’acquisto - circa 10 milioni - non consente di chiudere questo accordo”.

Si è entrati così nella fase due della proposta: Bandecchi si prende l’onere di mettere in piedi il nuovo Liberati, ma in cambio chiede di poter aprire una clinica privata. Ed è qui che si è creato il corto circuito.

“Bandecchi – rileva Melasecche – è un imprenditore valido, ha investito a Terni tanto. Sono convinto che se si riuscisse a fare il nuovo Liberati, anche i risultati sportivi arriverebbero”.

E allora, ecco quali spiragli si aprono per non rischiare di gettare il bambino assieme all’acqua sporca. “Il credito sportivo – riferisce l’assessore - sarebbe favorevole a finanziare questo progetto. L’iter è quello che garantisce il diritto di superficie alla società per 20/30 anni”.

Si seguirebbe dunque lo “stesso meccanismo del palasport” che dagli spazi commerciali genera le “rendite con cui pagare le rate e le spese e forse anche per guadagnarci”. Il problema è che per il nuovo Liberati, che potrebbe sorgere al posto del vecchio, ma comunque al centro della “città dello sport” nell’ex foro Boario, bisognerebbe individuare “nuovi spazi commerciali, di reddito. Non gli stessi che saranno al PalaTerni” e quindi “non food o abbigliamento sportivo”.

Spazi commerciali che si potrebbero tradurre dunque con la clinica privata a cui ha fatto riferimento Bandecchi. “Il problema della clinica è che andiamo ad invadere un settore delicato su cui oggi la giunta Tesei sta ragionando”, dice Melasecche.

Clinica che poi si infilerebbe dentro agli spazi con i quali si vorrebbe far convivere l’ospedale di Terni, anche questo al centro del dibattito delle ultime settimane, soprattutto dopo che proprio dalla Regione è arrivato l’input alla sua possibile “rinascita”.

Sport, urbanistica, sanità. Di interessi se ne incrociano un bel po’, col rischio che la clinica di Bandecchi (100 posti in convenzione e altri 100 completamente privati) faccia a pugni con il sistema sanitario pubblico. Per cui, vanno trovati i giusti incastri. A partire dal “dove”.

“La Ternana di Longarini comperò i terreni per realizzare Ternanello, dall’altra parte di Ponte Allende”, suggerisce Melasecche, che lancia anche un altro assist al patron rossoverde, parlando di un “centro diagnostico”.

Insomma, i margini per ragionare sembra ci siano tutti. E anche se l’assessore tiene la bocca cucita, alle prime idee sarebbero già spuntate le gambe. “Se Bandecchi a settembre presenta un progetto di fattibilità, Comune e Regione faranno la loro parte”. E stadio e clinica potrebbero entrare nella fase tre.

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