Martedì, 28 Settembre 2021
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Offese a Mattarella, perquisizioni dei Ros di Perugia. Fra gli indagati anche una donna di Terni

Le perquisizioni, estese agli account telematici e ai profili social degli indagati, hanno permesso anche sequestro dei dispositivi informatici dai quali si sono propagate le offese

“Ti auguro di morire male”, anche una donna di Terni tra gli autori della campagna d’odio contro Mattarella
„Armiamoci e andiamo ad ammazzare quel figlio di t.”, “ti auguro di morire male”, “non vedo l’ora che ci sia il tuo funerale”, “pezzo di m. ti voglio vedere morto”. Queste le offese dirette al presidente della Repubblica e che hanno portato 11 persone provenienti da tutta Italia all'iscrizione nel registro degli indagati, fra le quali anche una donna di Terni.

L'ultimo atto della vicenda stamattina, con la perquisizione e i sequestri - in prevalenza di dispositivi informatici - ordinati dalla Procura di Roma ed effettuata anche dai Ros di Perugia. I reati contesati agli 11 gli indagati sono l'offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica e istigazione a delinquere. Le perquisizioni, estese agli account telematici e ai profili social degli indagati, hanno permesso il sequestro di numerosi sistemi e apparati informatici, utilizzati per rivolgere le offese al Capo dello Stato.

Almeno tre delle persone perquisite, secondo i Ros, gravitano vicino ad ambienti dell'estremismo nero. Tra gli 11 spicca il ruolo di un professore universitario di 53 anni, è risultato in collegamento con gruppi e militanti di ispirazione suprematista e antisemita tramite la piattaforma social russa VKontakte (simile a Facebook).

Il reato ipotizzato prevede una pena da 1 a 5 anni di carcere. L'articolo 278 così recita: "Chiunque offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni(1). l reato si consuma quando sia comunicata con qualsiasi mezzo, un'offesa che relativa alla persona del Presidente della Repubblica sia in riferimento a fatti che ineriscono all'esercizio o alle funzioni cui è preposto, sia a fatti che riguardano l'individualità privata, anche in relazione anteriori all'attribuzione della carica".

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