Martedì, 22 Giugno 2021
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"Oltre 2 milioni fermi in regione per la bonifica Sin Terni - Papigno. Perché questi ritardi?". L'interrogazione di De Luca (5S)

Il capogruppo pentastellato in regione annuncia un'interrogazione circa i ritardi nell'impiego di oltre 2 milioni di euro per la bonifica dell'area

Foto: umbriajournal.com

Sarebbero oltre 2 milioni gli euro destinati alle bonifiche in Umbria e fermi in Regione. A denunciarlo è il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca che annuncia un'interrogazione in proposito rimarcando che “sono in arrivo dal governo altri 2,2 milioni di euro, ma se dovranno essere gestiti come i fondi per la bonifica del SIN Terni-Papigno, allora è meglio rimandarli subito indietro".

"Spesi per la bonifica solo l'1 per cento dei 7 milioni stanziati in 19 anni"

Nel sottolineare che analoghi atti ispettivi verranno presentati al Senato e al Comune di Terni, il Capogruppo pentastellato ricorda che “in 19 anni sono stati stanziati oltre 7 milioni di euro, ma solo l'1 per cento di bonifica è stata effettuata. E solo poco più della metà di questa cifra è stata spesa. Significa – spiega - che oltre 2 milioni di euro sono ancora paralizzati in Regione. Ci vorrebbe una Commissione d'inchiesta, se non fosse già stata istituita ed anche quella ferma al palo ormai da mesi".

"Che fine hanno fatto – si domanda De Luca - i progetti di bonifica approvati in merito alla ex-discarica di Papigno? Circa 800 mila euro delle risorse spese sono finite ad Arpa in convenzioni stipulate per lo svolgimento di indagini, caratterizzazione e studio sulle aree. Con quali risultati? Perché non si procede con il progetto ‘Re.mi.da.’ restituendo definitivamente ai cittadini di Papigno e agli umbri tutti le aree da bonificare? Perché su questo tema non c'è da parte della politica lo stesso interesse che viene riservato ai grandi interessi estrattivisti delle multinazionali?”.

"Fare presto. Situazione fuori controllo"

Per De Luca è “urgente e necessario che la Giunta regionale riprenda in mano saldamente la questione dei siti di interesse regionale da sottoporre a bonifica. L'ultimo piano regionale per la bonifica delle aree inquinate – commenta - risale al 2009, quando furono individuate ben 118 aree con diverse priorità. E secondo l'ultimo aggiornamento avvenuto con dgr 1523/2018 i siti sono aumentati a 135. Una situazione che potrebbe sfuggire al controllo, per questo il piano va assolutamente aggiornato ridefinendo lo stato di attuazione degli interventi previsti, individuando le relative priorità e l'utilizzo di innovative modalità di intervento, basate sulle più recenti tecnologie in grado di garantire una migliore sostenibilità sotto il profilo ambientale ed economico”.

“Per la prima volta – osserva - il ministero dell'Ambiente è venuto in soccorso alle Regioni stanziando 105 milioni di euro. Ma l'approvazione di un nuovo piano o un suo adeguamento è condizione necessaria per accedere ad ulteriori finanziamenti nazionali. Abbiamo bisogno di una nuova programmazione e di un piano operativo che affronti la questione in modo strutturale e con continuità. Solo così – conclude De Luca - sarà possibile favorire gli investimenti nei siti contaminati con la prospettiva di realizzare progetti di rilancio nelle aree dismesse".

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