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Terni, le dichiarazioni di Stefano Bandecchi e le reazioni: la città torna a fare il giro d’Italia. Le riflessioni a margine

Il primo cittadino torna a far discutere a palazzo Spada, le opposizioni lasciano l’aula e la città si riprende il palcoscenico nazionale

Una nuova ondata mediatica si è abbattuta su Terni. A riaccendere i fari, come ormai capita sempre più spesso, il sindaco Stefano Bandecchi. Durante il dibattito in sala consiliare, mentre si stava discutendo un atto di indirizzo sulla violenza di genere, ha espresso dei pareri piuttosto singolari per un contesto istituzionale. Le opposizioni, a quel punto, hanno convenuto di lasciare palazzo Spada non terminando i lavori del Consiglio comunale.

Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Bandecchi anche in questo caso, non sono passate inosservate. Andando a monitorare i trends più in voga sui social l’hashtag Terni è salito fino alle prime posizioni, proprio per la reiterazione delle notizie e dei commenti associati alla città di San Valentino. I media nazionali sono tornati ad occuparsi di Terni. Stamattina, durante il programma ‘Viva Rai 2’ anche Fiorello ne ha dato contezza, riuscendo sempre a strappare un sorriso ai telespettatori.

Cosa è accaduto dal primo pomeriggio di ieri? Il dibattito si è riacceso in modo frenetico, a margine del Consiglio comunale. Durante l’allenamento della Ternana, piuttosto che lungo corso Tacito o magari dove si riuniscono gruppi di persone in luoghi di socialità. Di episodi se ne potrebbero citare molteplici: in tanti sono andati a ricercare su youtube quei momenti concitati che hanno generato una discussione profonda.

Senza entrare nel cuore della stessa occorre fare una prima riflessione. Il luogo istituzionale dei ternani è palazzo Spada e su questo aspetto dovremmo essere tutti d’accordo. Tali dichiarazioni appaiono molto lontane da un contesto istituzionale, a maggior ragione se rilasciate da un sindaco. Dispiace constatare che ci si focalizza – più che altro – sul contenuto delle parole proferite, sui concetti espressi ed eventualmente sull’avere più o meno ragione dimenticando il luogo in cui si parla.  

Altro elemento da prendere in seria considerazione. Il 2024 può diventare l’anno della consacrazione politica di Stefano Bandecchi, impegnato su tre fronti: amministrative, europee e regionali. Non ci sarebbe nulla di male senonché il rischio di mettere in secondo piano il ruolo di amministratore di Terni. Infine, ulteriore specifica, occorre ricordare che il primo cittadino rappresenta la città, a prescindere da chi lo ha votato.

Pertanto è auspicabile mantenere un profilo istituzionale – termine utilizzato in più occasioni a ragion veduta - proprio per l’incarico conferitogli dagli elettori. Sarebbe sicuramente più edificante far conoscere la città per l’inversione di marcia, caldeggiata a più riprese da questa amministrazione. Alla fine, come sempre, contano i fatti che non hanno alcun colore politico se fatti (scusate la ripetizione) bene.

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