Ordinanza anti accattonaggio, è di nuovo scontro

Il consigliere della Lega, Fiorini: "Contrastiamo il racket, il provvedimento non piace solo agli ambienti di sinistra". Gentiletti: "Così attacca anche il vescovo, i problemi della città sono altri"

E' ancora polemica sull'ordinanza anti accattonaggio

E' di nuovo scontro a distanza sulla recente ordinanza anti accattonaggio del Comune di Terni. “Vogliamo smantellare il racket che si nasconde dietro parcheggiatori abusivi e accattoni molesti e allo stesso tempo garantire legalità e sicurezza ai cittadini, chi sostiene il contrario o non capisce la gravità della situazione o sta strumentalizzando la nostra azione politica”, attacca il consigliere comunale e regionale della Lega, Emanuele Fiorini, dopo le critiche contro il provvedimento del sindaco Latini che sono arrivate da più parti.  

“Una città che vota Lega è una città che chiede misure decise per contrastare il degrado e l’illegalità – dice Fiorini – Voglio spiegare a chi ci attacca che l’ordinanza non punisce i poveri, gli ultimi o i bisognosi, persone verso le quali il Comune di Terni e il tessuto associativo e del volontariato cittadino riservano sempre grande attenzione, ma vuole colpire il racket che si nasconde dietro a parcheggiatori abusivi e accattoni molesti. Basta grattare la superficie per rendersi conto di alcuni particolari molto importanti, come, ad esempio, il fatto che gli stranieri all’esterno di bar o supermercati sono sempre gli stessi e che arrivano e se ne vanno sempre agli stessi orari, quasi ad eseguire un 'orario lavorativo' ben preciso imposto da qualcuno. Stesso discorso per i parcheggiatori abusivi che a volte minacciano, inseguono, molestano verbalmente i cittadini e che, a fine giornata, si recano negli esercizi commerciali per cambiare oltre 70-80 euro in monete".

"Tutto questo, a noi, non sembra normale - prosegue l'esponente del Carroccio - a qualcun altro, evidentemente, sì. L’ordinanza non piace agli ambienti di sinistra che finora hanno sempre tenuto un atteggiamento superficiale sul tema della sicurezza, troppo permissivo con le cooperative e indifferente di fronte al diffondersi dell’immigrazione irregolare sul territorio e non piace alla Cgil che attacca senza criterio un provvedimento, come quello contro l’accattonaggio, stravolgendone completamente il senso. La Lega è dalla parte della legalità e del decoro e mai potremo tollerare l’esistenza di un racket che sfrutta i più deboli, i poveri, quelle classi sociali che qualcuno, facendo finta di difendere, in realtà, penalizza. Un suggerimento ai cittadini che pensano di aiutare queste persone: offritegli del cibo, non del denaro. Chi è sfruttato dal racket, pur dichiarando di avere fame, accetta solo denaro”.

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Per il consigliere comunale di Senso Civico, Alessandro Gentiletti, l'attacco di Fiorini è indirizzato anche al vescovo di Terni, monsignor Piemontese, che aveva criticato l'ordinanza. "Il leader della maggioranza comunale ternana ha, infatti, attaccato coloro che si sono schierati contro l'ordinanza che perseguita i poveri - commenta - emessa dal sindaco in ossequio alle linee impartite dal capo locale della Lega, definendoli 'ambienti di sinistra, superficiali', lasciando intendere addirittura una tolleranza verso il racket. Alla comunità cattolica locale, da sempre impegnata nell'accoglienza e nella solidarietà, il mio più vivo apprezzamento. Meritorie ritengo che siano anche le parole del Popolo della famiglia, sebbene abbia una visione della società radicalmente diversa, per le importanti parole a difesa di chi è in grande difficolta. Il consigliere regionale - aggiunge Gentiletti - ha anche affermato che la Lega ha vinto le elezioni per adottare questi provvedimenti e non per altro. Se è cosi, verrebbe da dire: grazie, ora lasciate il posto a chi vuole occuparsi dei problemi e delle opportunità reali della città: lavoro, ambiente e sviluppo in testa. I veri problemi per questa città sono il lavoro per i figli, la qualità  scadente dei servizi pubblici, i pericoli derivanti dall inquinamento, la ricerca di una nuova identità produttiva e sociale. E' una truffa bella e buona  far credere che i problemi di Terni siano un pugno di povere persone che chiedono qualche spicciolo. Nei cinque mesi trascorsi si è già perso troppo tempo".

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