Ospedale, ecco il robot che aiuta a operare i pazienti

Per la prima volta al Santa Maria è stato eseguito un intervento di nefroureterectomia radicale robotica con il robot da Vinci XI dall’equipe chirurgica della Struttura di Urologia diretta dal dottor Nico. In azione il dottor Pansadoro

Per la prima volta all’ospedale di Terni venerdì scorso è stato eseguito un intervento di nefroureterectomia radicale robotica con il robot da Vinci XI dall’equipe chirurgica della Struttura di Urologia diretta dal dottor Nico.
Il dottor Alberto Pansadoro urologo che ha eseguito l’operazione, ha sfruttato al meglio la tecnologia robotica in questo caso particolarmente complesso. Grazie all’impiego del più recente modello di robot Da Vinci XI, di cui l’Azienda è dotata, ha potuto asportare rene e uretere del paziente posizionando una sola volta il robot e senza la necessità di eseguire un secondo “docking” della macchina. Questo intervento infatti prevede l’asportazione di 2 strutture anatomiche il rene e l’uretere fino al suo ingresso in vescica in un unico pezzo e necessita un campo operatorio molto ampio che solitamente richiede un riallineamento del robot. Per questo caso così particolare il dottor Pansadoro ha utilizzato un innovativo strumento robotico il “vessel sealer” che permette al contempo di coagulare e sezionare i piccoli vasi fino a 5 mm riducendo così i sanguinamenti intraoperatori. “Alla fine dell’intervento il paziente aveva perso 50 cc di sangue, una quantità praticamente assente dettaglio fondamentale in questo caso poiché il paziente aveva una serie di problematiche cardiologiche importanti per le quali le perdite ematiche dovevano essere ridotte al minimo. Il robot è una macchina bellissima, ma come ogni strumento chirurgico va saputo usare: serve una preparazione approfondita ed una esperienza importante in chirurgia mininvasiva e robotica per eseguire in sicurezza interventi ad elevata complessità come questo” ci spiega il dottor Pansadoro.

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Questo tipo di chirurgia accelera notevolmente i tempi di recupero postoperatori riducendo così la degenza e offrendo al paziente una convalescenza indolore permettendogli di ritornare al più presto alla vita di tutti i giorni. Proprio per questo il paziente è potuto tornare a casa solo dopo 4 giorni da un intervento così complesso.

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