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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Ospedale di Terni, ottantunenne operato all’aorta: “Approccio multidisciplinare sinonimo di alto livello di professionalità”

“Il paziente è in buone condizioni generali, con autonomia di tutte le principali funzioni” riferiscono dall’azienda ospedaliera ternana

Un dolore toracico, causato da un voluminoso aneurisma coinvolgente tutti i tratti dell’aorta. Nei giorni scorsi un uomo di 81 anni è stato ricoverato, presso l’ospedale Santa Maria di Terni. Il paziente, trattato in urgenza dieci anni prima per una dissezione aortica, aveva presentato negli anni un’evoluzione negativa della patologia, fino a sviluppare un aneurisma di oltre nove centimetri. A tal proposito l’anziano ha potuto beneficiare del nuovo modello gestionale, in seno al dipartimento cardio-toraco-vascolare, il quale rappresenta un modello integrato di condivisione di procedure definito hybrid-thinking. Si tratta infatti di un gioco di squadra innovativo che consente un approccio multidisciplinare, nella gestione di degenti, con patologie altamente complesse.

Come già in atto da tempo, la gestione del percorso diagnostico-terapeutico non è stata affidata a un singolo specialista ma, a quello che viene denominato l’aortic-team, una squadra composta da cardiochirurghi, chirurghi vascolari, cardio-anestesisti e radiologi interventisti. I professionisti, insieme, affrontano tutte le fasi (pre-ricovero, planning, ricovero, intervento, post-operatorio, riabilitazione) del percorso di questo paziente. A validare questa nuova concezione il luogo dove è stato eseguito il complesso intervento: la sala ibrida. Una camera operatoria “high tech” che non rappresenta solo la sede dello svolgimento della procedura chirurgica/endovascolare, ma l’evoluzione dell’indicazione e del trattamento delle patologie cardio-vascolari e il frutto delle considerazioni collegiali dell’aortic team.

Il paziente, con l’assistenza dei cardio anestesisti, è stato sottoposto ad un complesso intervento che ha previsto una prima fase di chirurgia aperta di trapianto dei vasi del collo (cardiochirurghi e chirurghi vascolari) e una seconda fase di esclusione endovascolare dell’aneurisma (chirurghi vascolari e radiologi interventisti). Il paziente è stato gestito nel post-operatorio presso la terapia intensiva cardiochirurgica (diretta dal dottor Fabrizio Ferilli) e dopo stabilizzazione delle criticità nel reparto di chirurgia vascolare diretto dal dottor Raimondo Micheli. Il paziente è in buone condizioni generali, con autonomia di tutte le principali funzioni. A ulteriore conferma di questa visione la Direzione aziendale ha definito una struttura, affidata al dottor Paolo Ottavi, di raccordo tra le varie specialistiche per la definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici del dipartimento cardio-toraco-vascolare.

“L’approccio multidisciplinare messo in campo in occasione di questo intervento - afferma la Direzione dell’azienda ospedaliera Santa Maria - è sintomo di un alto livello di competenza e professionalità. Per questo ringraziamo tutto il personale coinvolto per la disponibilità e per l’approccio multidisciplinare. Il ringraziamento dell’Azienda ospedaliera va in particolare al dottor Raimondo Micheli, direttore facente funzione della chirurgia vascolare, al dottor Valentino Borghetti, direttore ff di cardiochirurgia, al dottor Giovanni Passalacqua, direttore di radiologia, al dottor Fabrizio Ferilli, direttore di cardio anestesia; ai cardiochirurghi dottor Dante Dionisi e dottor Francesco Migliano. Ai chirurghi vascolari dottor Ioannis Delis, dottor Francesco Grasselli, dottoressa Maria Concetta Gugliotta, dottor Antonio Luparelli; ai radiologi interventisti dottoressa Benedetta Enrico; ai cardio anestesisti dottoressa Giulia Catanzani, dottoressa Roberta Lucaroni e dottoressa Nicoletta Nicolai. Infine ai perfusionisti, infermieri di sala operatoria ibrida del reparto di terapia intensiva post-operatoria cardiochirurgica, agli infermieri del reparto di chirurgia vascolare, a infermieri e tecnici della radiologia interventistica e agli operatori socio-sanitari della struttura”.      

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