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foto di repertorio

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Coronavirus, la proposta: “Ospedale sotto pressione. Potenziare le cure sanitarie a domicilio per non lasciare soli i malati”

L’atto di indirizzo a firma Doriana Musacchi (misto), Michele Rossi (Terni Civica) e Lucia Dominici (Forza Italia): “Il sindaco si attivi con le autorità sanitarie affinché l’attività diagnostica non venga fermata”

Preservare l'attività diagnostica e potenziare le cure sanitarie a domicilio sul territorio, per ridurre la pressione sugli ospedali. I capigruppo di Forza Italia, Terni Civica e Misto ossia Lucia Dominici, Michele Rossi e Doriana Musacchi hanno presentato un atto di indirizzo per far fronte all’emergenza sanitaria. All’interno del documento si invita il sindaco, nei limiti delle possibilità istituzionali: “Ad attivarsi con le autorità sanitarie affinché l’attività diagnostica non si fermi”. L’intento è quello di pianificare: “L’assistenza di tipo domiciliare, da far svolgere in piena sicurezza con opportuna dotazione di presidi di protezione, al fine di non lasciare soli i malati ed evitare il ricorso al nosocomio cittadino”.

Poiché: “Gli ospedali si trovano sotto pressione” è constatabile un: “Rallentamento nell’eseguire interventi chirurgici ordinari - anche se in questi giorni si stanno spostando interventi in altri ospedali - interventi oncologici, cure e visite ambulatoriali di controllo nonché esami diagnostici di prevenzione. Inoltre una gestione di tali servizi sanitari, inadeguata alle esigenze della popolazione, non può che portare al peggioramento di pazienti che già soffrono di malattie gravi”.

Le criticità evidenziate: “Con l’emergenza sanitaria alcuni esami diagnostici ospedalieri (endoscopia digestiva, di colonscopia, di colposcopia, emogasanalisi, di alcuni esami di diagnosi precoce di neoplasie etc.) vengono svolti solo per i pazienti ospedalieri, oppure l’appuntamento viene rimandato a distanza di mesi e per altri le liste di attesa sono addirittura ferme”.

“Comprendiamo l’enorme carico di lavoro dei medici ospedalieri, dei medici di base, degli infermieri e di tutti gli altri operatori sanitari, dovuto anche alla scarsità di personale. Sarebbe opportuno curare e assistere a domicilio i pazienti senza sintomi gravi, sia per quanto riguarda i malati da Covid che le degenze prolungate, in modo da evitare la congestione nei reparti e i Pronto Soccorso. Per questo – concludono i firmatari - si potrebbe chiedere un ulteriore aiuto alla Croce rossa, Protezione civile, esercito e tirocinanti per potenziare il servizio delle unità speciali di continuità assistenziali".

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