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Sabato, 20 Aprile 2024
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Ospedale di Terni, salvata dopo un infarto: “Il reparto di cardiochirurgia è vitale”

La testimonianza di una paziente: “Il depotenziamento di un’eccellenza è una cosa vergognosa”

Stamattina ho appreso da un vostro articolo a firma del consigliere regionale Thomas De Luca che prosegue lo scempio scriteriato della sanità pubblica e nello specifico dell’ospedale di Terni, nella più completa a totale omertà da parte di tutta la collettività. Mi riferisco alla chiusura a mezzo di progressivo depotenziamento di un reparto di eccellenza quale quello di cardiochirurgia dell’ospedale Santa Maria di Terni. Volevo portare la mia testimonianza, che ho la fortuna di scrivere personalmente.

Il 3 dicembre del 2018, senza avvisaglia alcuna, sono stata colpita da un infarto. Sono andata in arresto cardiaco la prima volta al pronto soccorso dell’ospedale di Terni. Affidata subito alla dottoressa Mezzetti, sono stata poi sottoposta ad un primo intervento di stabilizzazione ad emodinamica, a cui il giorno dopo e seguito un ulteriore intervento urgente di angioplastica eseguito dal professor Dominici e dal dottor Casavecchia, ai quali devo la vita. Ho trascorso due settimane in intensiva e tutto il personale medico ed infermieristico è stato eccezionale per professionalità e umanità. Dopo un’altra settimana nel reparto di cardiologia, sono stata dimessa la vigilia di Natale. Sono trascorsi cinque anni ma resta in me indelebile il ricordo e la gratitudine.

Adesso chiedo, dove sarei io se non avessi potuto ricevere cure tempestive? Di certo non solo non sarei mai arrivata viva a Perugia, in realtà non sarei neanche partita per andarvi. E il mio è solo un caso tra le centinaia che si verificano, in cui il fattore tempo e un intervento altamente professionale costituisce la discriminante fra il vivere e il morire. E vergognoso ciò che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, è vergognoso che accada completamente in silenzio come se non fosse importante. Ma non e semplicemente importante, è vitale.

Non possiamo non lottare per la nostra vita, per quella dei nostri figli e dei nostri cari, non possiamo non lottare per il diritto alla salute, per il diritto a ricevere tutti cure adeguate. È un diritto sancito dalla costituzione della Repubblica italiana che ci vuole essere scientemente negato. Mi appello ad ogni coscienza di reagire e di far sentire la propria voce affinché diventi un coro assordante.

                                                                                                           *testimonianza paziente

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