Ospedale, “cannonate” di Fiorini. La replica di Dal Maso: incompetenza e malafede

L’esponente del Carroccio: ecco tutti i mali del “Santa Maria”. Il dg ribatte: struttura in buona salute, il consigliere è incapace di valutare le cose false che qualche fonte interna gli ha riferito

Emanuele Fiorini e Maurizio Dal Maso

Scontro, senza arma bianca, sullo “stato di salute” dell’ospedale di Terni. Ad accendere la miccia della polemica è il consigliere regionale e comunale di Terni, Emanuele Fiorini (Lega) che passa in rassegna le “numerose richieste d’aiuto” ricevute “dalla cittadinanza” ed elenca le “ferite” del “Santa Maria”.
Non si fa attendere la contraerea azionata dal direttore generale del nosocomio cittadino, Maurizio Dal Maso, che punto su punto, controbatte all’esponente del carroccio, ribaltando le accuse: è disinformato.

La parola all’accusa

“Da alcuni giorni – attacca Fiorini - non è possibile fare l’esame angiografico che in questi anni ha contribuito a salvare la vita a tanti pazienti con aneurisma cerebrale. Al di là della tragedia che ha colpito uno dei dirigenti medici della struttura, l’azienda ha permesso che la responsabile lasciasse l’ospedale di Terni per approdare in altra regione, allettata da quel concorso mai indetto presso il nostro nosocomio. Il risultato è che ora nessun altro medico presente è in grado di svolgere la stessa attività. Quindi, un paziente che accede all’ospedale con un aneurisma cerebrale, non può essere trattato e deve essere trasportato a Perugia. A ciò si aggiunge quanto sta accadendo nei reparti di ortopedia, urologia, rianimazione, neurochirurgia, medicina d’urgenza e (a breve) cardiochirurgia che, a fronte di scelte di opportunità personali e/o pensionamenti, hanno registrato l’uscita dei dirigenti responsabili senza che sia stato attuato un ricambio generazionale. Visto che sono molti i ruoli di responsabilità da ricoprire, perché si inizia da quelli più recenti come la neurochirurgia e il terzo reparto di urologia, e non da reparti come l’ortopedia e la rianimazione dove da anni le carenze di personale medico stanno mettendo a dura prova l’attività di questi reparti? Da quale logica scaturiscono certe scelte? La mancanza cronica del personale di anestesia, inoltre, ha causato la diminuzione delle sedute operatorie, allungando così le liste di attesa per i pazienti, creando un danno economico all’azienda ospedaliera e turnazioni insostenibili per il personale. Il reparto di ortopedia interviene solo in caso di traumatologia in urgenza. Alla carenza di personale medico, si aggiunge anche quella del personale infermieristico e degli operatori socio sanitari, che mette in grande difficoltà il corretto funzionamento dell’attività sanitaria, caricando sulle spalle dei lavoratori orari e turnazioni insopportabili. Ritengo fondamentale avviare un tavolo di confronto tra l’amministrazione di Terni, la Regione Umbria e i vertici dell’azienda ospedaliera ternana. Stiamo valutando anche la possibilità di rivolgerci al ministero della Sanità per richiedere l’invio di una task force in grado di valutare lo stato di salute del nosocomio ternano”.

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Così controbatte Dal Maso

“La nota del consigliere Fiorini – sottolinea il dg Dal Maso - evidenzia una disinformazione preoccupante per chi ha compiti istituzionali e l’incapacità di valutare le cose false e prive di fondamento che qualche fonte interna gli ha riferito sullo stato di salute (peraltro ottimo) del nostro ospedale. La neuro-angioradiologia è operativa, garantisce le urgenze ictus e a breve sarà in grado di garantire anche la gestione degli aneurismi cerebrali, per i quali, in ogni caso, rimane sempre garantita l’opzione neurochirurgica. Il bando per potenziare la struttura con un nuovo neuroradiologo è già stato pubblicato. Dal 2017 abbiamo già espletato i concorsi per 10 direttori di struttura complessa e sono in corso le procedure concorsuali anche per la copertura della direzione delle strutture complesse di neurochirurgia, ortopedia, anestesia e rianimazione e urologia ospedaliera, che nel frattempo sono guidate da ottimi direttori facente funzioni, in continuità con il lavoro svolto dagli ex primari, e dove, infatti, non si riscontrano cali né della qualità né della quantità della casistica trattata. I concorsi per direttori di struttura complessa si possono bandire solo dopo il pensionamento del titolare e non prima, e che sono solo due i primariati di urologia a Terni, dato che il professor Ettore Mearini è primario presso l’azienda ospedaliera di Perugia e dirige la struttura di Terni. Per quanto riguarda la carenza degli anestesisti, si tratta di una criticità cronica in tutta Italia, dove ne mancano almeno 4mila, in Umbria, dove ne mancano circa 80, e ovviamente anche a Terni. Il problema quindi non è non fare i concorsi, il problema è che mancano gli anestesisti. Grazie al lavoro di quelli in attività, che stimiamo essere sotto organico per almeno 5 unità, il numero complessivo degli interventi chirurgici nel nostro ospedale sarà, nonostante tutto, sovrapponibile a quello dello scorso anno che, ricordo, ha registrato il numero massimo di interventi eseguiti negli ultimi 10 anni. Il nostro ospedale non soltanto tratta i pazienti di Terni, ma anche quest’anno rimane superiore al 20% l’attrazione di pazienti provenienti da fuori regione che, se non trovassero risposte di qualità nel nostro ospedale, probabilmente andrebbero altrove. Per quanto riguarda il personale del comparto, credo sia utile che il consigliere Fiorini parli con i sindacati aziendali e regionali che gli potranno fornire il numero esatto delle prossime acquisizioni di personale. Ma, brevemente, nel piano di fabbisogno di personale in corso di predisposizione è previsto un incremento della dotazione organica di 40 infermieri e 30 Oss. Peraltro la nostra Azienda dal 2013 chiude i propri bilanci in costante equilibrio, dopo aver accantonato in autofinanziamento ad oggi oltre 14 milioni di euro utilizzati per il rinnovo delle attrezzature, inoltre paga le fatture a 28 giorni e, ad esempio, entro il mese di febbraio attiverà un angiografo biplanare e la sala ibrida per oltre 2 milioni di euro, risultando una delle pochissime realtà ospedaliere italiane a disporre di una simile concentrazione di tecnologie di ultimissima generazione. Ben venga quindi un tavolo di confronto coordinato dalla Regione che è la responsabile della sanità; sarà facile dimostrare, nei fatti e nei numeri, che la nostra azienda ospedaliera gode di ottima salute ed ha addirittura incrementato i servizi resi all’utenza. Già un anno fa era stato citato senza motivo il ministero della Salute, che ha altri compiti e funzioni che non quelli sottintesi dal consigliere Fiorini, ma forse i suoi informatori sono disinformati o, semplicemente, non vogliono bene al nostro ospedale, contrariamente a coloro che tutti i giorni ci lavorano con fatica e impegno, facendo il loro dovere al  meglio delle loro possibilità, e che non credo meritino di subire attacchi ingiustificati e lesivi della loro professionalità e del loro valore. Come tutti gli anni verranno forniti nel mese di gennaio i dati i attività dell’Azienda ospedaliera e i confronti con gli anni precedenti. In quella occasione sarà possibile parlare con competenza dello stato di salute del nostro ospedale e non prima o con parole che sono prive di fondamento se non, addirittura, espressione di falsità evidenti e fonte di disinformazione e procurato allarme”.

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