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Domenica, 23 Giugno 2024
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Ospedale di Terni, aspettando la nuova struttura. Ma intanto colle Obito perde i pezzi

Domani il sindaco Stefano Bandecchi in Regione per un summit sulla situazione della sanità in città. Ecco cosa non va tra le corsie del Santa Maria

“Chiederò di trovare subito i soldi per il nuovo ospedale di Terni”. Questo il “biglietto” del viaggio che nella giornata di domani, 30 giugno, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi affronterà in direzione Perugia. Oggetto dell’incontro in Regione, la situazione della sanità ternana, a partire proprio dal destino del Santa Maria, l’ospedale più malconcio dell’Umbria.

Al netto della professionalità e dell’impegno che gli operatori sanitari mettono ogni giorno nella cura dei pazienti, colle Obito perde i pezzi.

Nel documento programmatico per gli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie redatto dalla Regione Umbria e che rientra nell’accordo di programma con il ministero della salute, per l’ospedale di Terni viene prevista una spesa prossima ai 4 milioni di euro, così suddivisa: 2,5 milioni di euro per “adeguamento impianti ai fini della sicurezza antincendio”, poco più di un milione per la ristrutturazione della sala conferenze e 360mila euro per il proseguimento dell’intervento di messa in sicurezza di colle Obito. Nel documento, per inciso, non c’è una riga che parli del progetto relativo alla realizzazione di un nuovo ospedale per la città dell’acciaio.

Aspettando insomma un lifting per il Santa Maria e – soprattutto – che prenda corpo la nuova struttura sanitaria cittadina (che per qualcuno, nei giorni attorno alle elezioni amministrative sembrava cosa fatta) c’è da fare i conti con la situazione attuale.

L'ospedale di Terni che non va: le immagini

E girando per corsie e reparti dell’ospedale, di cose che non vanno se ne trovano molte. Alcune sono poco importanti, altre magari testimoniano una trasandatezza che – probabilmente – si trascina da settimane, mesi, forse anni.

Di fronte all’ingresso delle sale operatorie c’è un vecchio condizionatore sfondato. A giudicare dal colore della griglia, sta lì da tempo senza che nessuno abbia avuto intenzione di soccorrerlo. Guardando le facciate si vedono fili elettrici penzoloni, finestre arrugginite, vetri sporchi. Molti battiscopa sono saltati, in alcuni parti dei soffitti si vedono tracce di umidità e anche le pareti, in alcuni punti, sono piuttosto scostate. Nei cortili interni si sono accumulati mozziconi di sigaretta anche se in ospedale – in teoria – sarebbe vietato fumare. In alcuni reparti i servizi igienici lasciano a desiderare, qualche porta non chiude bene o, se si chiude, cigola in maniera inquietante (basta, anche qui, sporgere l’orecchio alle sale operatorie).

Insomma, il sindaco domani chiederà i soldi per il nuovo ospedale. Ma se, nel frattempo, viene fuori qualche cosina anche per il vecchio, non sarebbe una brutta idea. Visto che il Santa Maria di oggi non se la passa proprio bene.

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