Ospedale unico Narni-Amelia, c'è la volontà di andare avanti. Ma il nodo è economico

Incontro pubblico con gli amministratori del territorio narnese-amerino per fare il punto sull'ospedale unico di Narni-Amelia. Tutti d'accordo, da destra a sinistra, ma c'è da chiarire chi dovrà tirare fuori 40milioni di euro.

Un incontro "semi pubblico", dovuto alle normative anti contagio, ma molto sentito dal territorio narnese amerino. Un evento organizzato "dal basso" da un gruppo di Facebook (Notizie da Amelia e dall'amerino) che conta quasi seimila iscritti e che ha proposto agli amministratori del territorio (fra cui la sindaca di Amelia, Laura Pernazza e il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti) al commissario Asl 2, ai consiglieri e alla giunta regionale di mettersi intorno a un tavolo, e in diretta social, per dire parole chiare sul futuro della sanità del comprensorio.

Tutti presenti, o quasi. All'appello mancano l'assessore Coletto e la presidente Tesei impossibilitati a partecipare, sostituiti dalla consigliera e presidente della III commissione "salute e welfare", Eleonora Pace.

Due assenze ritenute "pesanti" dal gruppo dei 5 Stelle del territorio che in corso di assemblea hanno diramato un comunicato stampa accusando la giunta regionale di aver depennato la provincia di Terni dalle loro priorità e, sostanzialmente, di sfuggire al confronto.

Un comunicato inaspettato, soprattutto per la tempistica, che ha generato, a margine, un battibecco acceso fra la consigliera Pace e i consiglieri grillini presenti. Una nota di colore che, tuttavia, non ha spento l'attenzione sul focus ospedale unico. 

La riorganizzazione dei servizi sanitari del territorio

Il confronto è durato più di due ore e si è detto molto, soprattutto in tema di riorganizzazione sanitaria del territorio che noi di Terni Today abbiamo già illustrato in precedenza. In estrema sintesi, il commissario De Fino ha parlato di due livelli paralleli: da una parte è in fase operativa il progetto di revisione dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio, affinché rispondano alla loro reale vocazione. I due ospedali, quello di Amelia votato alla medicina, alla lungo degenza e riabilitazione delle post-acuzie.

L'ospedale di Narni, che con le sue tre sale operatorie attiverà i percorsi di chirurgia di media specialità. De Fino ha ricordato come le due strutture non dispongano, da sempre, di pronto soccorso. Non sono, infatti, abilitate alla gestione terapeutica dei codici rossi (prerogativa esclusiva di Terni). Pertanto verranno attivati dei servizi di mobilità veloce (ambulanze e auto medicalizzate) che in stretto coordinamento fra loro copriranno il territorio in collegamento con il Santa Maria. Verranno implementati i servizi ambulatoriali con l'installazione di un prefabbricato di 350 metri quadri in piazza del mercato ad Amelia, che accoglierà ambulatori specialistici, punto analisi del sangue e la neuropsichiatria infantile. In attesa della famigerata casa della salute che, come confermato dal dott. Giorgio Sensini, direttore del distretto Asl Narni Amelia, dovrebbe vedere la luce entro il 2022. 

Ospedale Narni-Amelia. Come stanno le cose

Il nodo "ospedale unico" è stato il piatto forte della tavola rotonda. La prima notizia è che sono tutti d'accordo: l'ospedale s'ha da farsi. La stessa consigliera Pace, ambasciatrice della giunta regionale, ha dissipato ogni dubbio circa i tentennamenti dell'assessore Coletto: "Nessuno ha detto che non si farà", ha tenuto a sottolineare Pace. Una dichiarazione che ha tranquillizzato, almeno negli intendimenti, tutti gli amministratori del territorio. Ma c'è un "ma", ed è, ovviamente, il nodo economico. 

Come spiegato da De Fino, infatti, per la costruzione dell'ospedale la Asl 2, che è l'istituzione indicata dalla regione come agente operativo per la costruzione, ha accantonati 18 milioni di euro di fondi ministeriali, ma bisognerà trovare altri 40 milioni di euro per raggiungere la fatidica cifra di 58 milioni di euro, monte spesa complessivo per la realizzazione dell'ospedale.

De Fino ha spiegato che circa 20 milioni dovranno essere coperti da un mutuo che toglierebbe alle casse della Asl 2 delle risorse per la gestione ordinaria della salute del territorio. Altri 20 milioni arriverebbero dalla alienazione di terreni di proprietà Asl. Qui nasce il vero problema: ce la farà la Asl a non soccombere sotto il peso di un mutuo così oneroso? Inoltre: come si può pensare di recuperare altri 20 milioni di euro vendendo terreni fondamentalmente, peraltro agricoli in un periodo economicamente critico? Fin qui i dubbi del commissario De Fino che, tuttavia, è intenzionato ad andare avanti verso la realizzazione del plesso ospedaliero. 

Il "giallo" del mutuo. De Rebotti indica la regione come garante 

Sulla questione dei 40milioni di euro, il sindaco di Narni De Rebotti la vede diversamente. Secondo l'esponente del Pd non è la Asl che deve portare sulle proprie spalle e bilanci il peso del mutuo, ma è la regione che deve farsi garante dell'investimento che poi, eventualmente, potrà essere neutralizzato da eventuali fondi messi in campo dal "decreto rilancio" o il mes.

Di parere opposto la consigliera Pace che dà man forte alla spiegazione fatta in precedenza da De Fino. Insomma, un piccolo "giallo" che ha lasciato il dubbio su chi dovrà figurare come intestatario e soprattutto garante del mutuo. Ad ogni modo, l'investimento è oneroso e scritto nero su bianco nell'accordo di programma datato 2017, nel quale già si indicava la Asl 2 come titolare dell'investimento economico con tutti gli oneri del caso. 

Il progetto definitivo e il futuro dell'ospedale unico

Il progetto definitivo è datato 2017, recentemente è stato trasformato in esecutivo. Un progetto blindato e intoccabile quindi, che attende solo le coperture economiche per la pubblicazione del bando per l'affidamento dei lavori di costruzione. Detta così sembra che si è arrivati al termine della storia, ma non è vero. Ci vorranno ancora anni, almeno cinque (per essere ottimisti).

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Alla luce della riorganizzazione sanitaria complessiva del territorio che cammina spedita, c'è da capire come questo ospedale, concepito in un determinato periodo storico, possa inserirsi in modo funzionale nel progetto riorganizzativo della sanità territoriale. De Fino e la consigliera Pace rassicurano che le funzionalità dell'ospedale verranno modificate secondo le necessità future del territorio. E allora, come sempre, non resta che attendere ancora. 

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