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Padel ‘mania’, il racconto di Federica: “Viaggio per passione. A Terni si è creata una bellissima comunità”

La vittoria al master del campionato italiano FITPRA per la portacolori del Circolo Lavoratori Terni, in coppia con Noemi Bevilacqua: “Ci siamo supportate a vicenda”

foto di repertorio

È lo sport del momento. Un movimento sempre più in crescita il quale coinvolge centinaia e centinaia di persone tra adulti e ragazzi. La disciplina del padel rappresenta un momento di svago, socialità, condivisione che consente di sviluppare coordinazione e riflesso. Recente vincitrice al master del campionato italiano FITPRA, in coppia con Noemi Bevilacqua, la tesserata del Circolo Lavoratori Terni Federica Del Gaiso racconta come è nata la passione per questa disciplina. “Casualmente” ci tiene a specificare. “Ho smesso di fare agonismo con il tennis perché mi ero stancata dalla pressione. A Viterbo (dove abita ndr) non era partito molto bene mentre a Terni si stava sviluppando in modo evidente. Così, dopo aver seguito alcuni consigli, circa due anni fa in periodo pre emergenza sanitaria, ho deciso di iniziare il percorso al Circolo Lavoratori Terni. Il maestro Carlo Coluccini – davvero molto bravo e preparato - mi ha accolto a braccia aperte”.

Dal tennis al padel: “Il meccanismo ed i movimenti sono differenti. Il primo è uno sport individuale, ti ritrovi da solo con te stesso. La pressione è immensa e la competizione assomiglia ad una partita di scacchi. Sono arrivata a giocare in Serie C in un contesto di vita impegnativa. Poi ho deciso di svoltare. A Terni vengo almeno due/tre volte a settimana e mi trovo davvero bene con compagni e squadra. Sotto certi punti di vista rappresenta una valvola di sfogo e soprattutto è uno sport divertente. Inoltre il fatto di essere in due in campo aiuta sicuramente, garantisce un sostegno importante”.

Una particolarità raccontata da Federica: “Ho vissuto quattro anni in Spagna dal 2004 al 2007. Ogni urbanizzazione al centro aveva una piscina, un parco e un campo da padel. Quando sono tornata nel 2009, avevo iniziato a giocare a tennis sulla piazza di Roma. Dal 2011 toglievano campi da calcetto e da tennis ed anche i vip avevano cominciato a giocare. Dopo un periodo di stallo da almeno 3-4 anni c’è stato il boom. Come si spiega? È una disciplina facile ed intuitiva – in fondo al mare si gioca spesso a racchettoni – dove non c’è bisogno di avere una particolare tecnica nel praticarla, a differenza del tennis. Inoltre anche il numero esiguo di componenti agevola. Infine – osserva – è anche diventata una moda”.

La partecipazione alla manifestazione di Milano con successo finale: “Arrivavamo da serie di tornei regionali organizzati a fine febbraio e marzo. Abbiamo partecipato con Noemi e vinti tutti tranne uno, l’unico divise. Ci siamo qualificate insieme al primo posto. Essendo a pari merito siamo passate alla fase nazionale e scelte a vicende”. La competizione tra regioni: “Dapprima era stata calendarizzata a Bologna poi hanno optato per Milano. Sabato 3 luglio si è svolta la fase a gironi. Il match più complicato sicuramente contro la coppia delle Marche. Abbiamo perso il primo set per poi rimontare. All’inizio c’era un po' di tensione e frustrazione. Ci siamo riprese, giocando come sapevamo e vinto i restanti. Successivamente è stato il turno della Calabria, una coppia di avversarie anche loro molto brave. Infine la Valle D’Aosta, ultima partita protratta fino alle 22.30. Ci siamo qualificate noi direttamente e le Marche (via quarti di finale ndr) ed abbiamo giocato nuovamente con quest’ultime in semifinale. La finale si è disputata domenica 4 luglio, verso l’ora di pranzo, con il Lazio. Sapevamo che erano forti, avevano vinto con tutte le avversarie. Inizialmente siamo andate un po' sotto. Ci siamo guardate con Noemi, concordando di allungare lo scambio, farlo durare il più possibile per poterlo chiudere. Ci voleva maggiormente pazienza. Abbiamo optato per maggior precisione e tenuta ed alla fine, supportandoci a vicenda, siamo riuscite a vincere”.

Infine domanda d’obbligo. Perché avvicinarsi al padel?: “Lo consiglio ai bambini che sviluppano coordinazione e riflesso. Lo consiglio anche agli adulti poiché aiuta nel mantenersi in forma. Oltre al gesto atletico c’è anche un aspetto legato alla formazione del gruppo. Soprattutto a Terni si è creato un bel movimento, conosci persone, fai amicizie. Una comunità vera e propria”.

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