Nasce “Casa Cardeto”, porte aperte ai padri separati. Ma non solo

La struttura, gestita da Caritas diocesana e Associazione san Martino, ospiterà anche ragazze madri e disabili

Dice il rapporto Caritas 2018 che, quando si sgretolano i rapporti famigliari, vanno in frantumi anche le condizioni di vita socio-economiche. Ossia, i padri separati sono i nuovi poveri. “Dobbiamo evitare che si riducano a dormire in macchina”.

Se è doloroso ma semplice parlare di grandi numeri (oltre 5 milioni di indigenti nel 2017 per una crescita del 182% negli ultimi dieci anni e una incidenza devastante soprattutto tra i padri separati) declinare la situazione a livello territoriale non è per niente semplice. Eppure, sfogliando i dati della mensa “San Valentino” gestita da Caritas diocesana e Associazione san Martino, si scopre ad usufruire dei circa 36.000 pasti serviti ogni anno per una media di circa 99 al giorno, è “in sensibile aumento il numero di anziani, di separati e di quarantenni italiani disoccupati”.

Da queste urgenze, nasce il progetto “Casa Cardeto”. Lo ha annunciato il vescovo di Terni Narni Amelia, monsignor Giuseppe Piemontese, durante l’incontro in Comune nell’ambito della sua visita pastorale alle parrocchie della città.

L’emergenza nuovi poveri non viene solo dai numeri: emerge dalle relazioni dei centri di ascolto dove le necessità vengono raccolte e da dove si passa poi ad una fase operativa nel tentativo di arginare le ferite della società.

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Ferite che a Casa Cardeto avranno il volto non solo dei padri separati, ma anche delle mamme sole e dei disabili. La struttura, che sarà gestita da Caritas diocesana e Associazione san Martino e sarà operativa dai prossimi mesi, metterà infatti a disposizione due camere per i padri separati, una stanza per disabili e quattro o cinque stanze per mamme con i figli. Offrirà un tetto, insomma, oltre ad accoglienza e supporto perché la solitudine davvero molto spesso impedisce che le ferite, anche quelle meno profonde, riescano a rimarginarsi.

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