Scuola, la rabbia dei librai di Terni: niente soldi dal Comune. Il servizio è a rischio

Le attività devono ancora incassare i soldi relativi alla forniture per i testi delle elementari del 2017 e per metà 2018. L’avvocato Longarini: i genitori dei bambini si dovranno organizzare autonomamente

A fine agosto i librai di Terni seppellirono l’ascia di guerra e tesero la mano al Comune di Terni: sulla vicenda dei pagamenti per la fornitura dei libri di testo delle scuole elementari sembrava essere stato raggiunto un accordo. O meglio, gli esercenti parlarono di un “atto di fede” nei confronti dell’amministrazione comunale. Mancavano infatti documenti scritti che certificassero l’uscita dal tunnel ma il messaggio del sindaco, Leonardo Latini, venne letto come “un vero e proprio impegno morale e politico”.

La “svolta” consentì la normale ripresa dell’attività scolastica e venne segnata da un atto amministrativo che indicava in 170mila euro le risorse da mettere a disposizione per il 2018-2019 e, appunto, dalla volontà di chiudere le partite pregresse.

Sette mesi dopo, sembra però che in realtà sia cambiato ben poco. “A fine marzo 2019, tutte le librerie di Terni devono lamentare oltre al mancato pagamento degli importi di cui alle cedole del 2017 la morosità del Comune per gran parte dell’anno 2018 – scrive in una nota l’avvocato Massimo Longarini, che rappresenta le 13 librerie coinvolte nella ‘ vertenza’ - Tale situazione non solo è insostenibile a livello finanziario per i miei clienti, ma induce un giudizio necessariamente negativo sull’impegno  morale assunto dal sindaco e dall’assessore Alessandrini”.

Assessore che viene anche definito “latitante circa la promessa di costruire un percorso (per il tramite del sottoscritto, unico rappresentante delle librerie) finalizzato a risolvere il problema per il prossimo anno scolastico con la realizzazione di una app telefonica”.

Di fatto, i librai ternani devono ancora incassare i soldi relativi al 2017 – circa 150mila – e una buona metà del 2018. Dal Comune, informalmente, è stata assicurata la ripresa dei pagamenti dal mese di luglio. Ma questo non basta a placare la bufera. Molte attività stanno perciò pensando di sospendere il servizio.

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Come confermato dalla chiusura della nota di Longarini: “A poco più di 5 mesi dal prossimo impegno di spesa, dunque, è bene che i genitori degli alunni di Terni si organizzino autonomamente poiché il Comune di Terni non potrà pretendere che aziende private adempiano ai propri impegni istituzionali”.

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