Palasport, il progetto c’è. Ma solo nel 2020

Traffico e finanziamenti, ecco le criticità. L’assessore Melasecche: abbiamo interesse, ma dobbiamo riflettere. Spuntano altri privati

A pagina 337 del Documento unico di programmazione del Comune di Terni c’è scritto: “Palasport polifunzionale città di Terni e opere connesse inclusa ricollocazione mattatoio e mercati generali (costo totale opera 17.000.000 di euro di cui 3.520.000 a carico amministrazione comunale e 13.480.000 capitali privati)”. “Se però guarda nella colonna relativa ai mutui – dice l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Melasecche – non c’è un euro”. E per il finanziamento pubblico, la data presunta è quella del 2020.

Il progetto del palasport

I soldi, dunque, sono il primo ostacolo fra il progetto su carta e il palasport in acciaio e cemento. “Se adesso andiamo dai commissari a dire che dobbiamo impegnare più di tre milioni di euro per il palasport…”, dice Melasecche, lasciando in sospeso una risposta che appare scontata. “Non abbiamo cento euro per tappare le buche”. E dunque, gioco forza, il palazzetto dello sport che dovrebbe sorgere nell’area dello stadio viene declinato al futuro. “Il progetto – tranquillizza Melasecche – ci interessa moltissimo”. Ed è uno dei dossier aperti sul tavolo della giunta in questi primi due mesi. Zigzagati fra problemi di altra natura: bilancio, pianta organica, soldi che non si trovano, manutenzioni e ancora soldi che non si trovano.

“Dobbiamo però riflettere anche su un altro tema, che all’epoca venne sollevato, ma senza soluzioni. L’area dello stadio rischia di diventare un imbuto. Il mercatino settimanale paralizza la città. Figuriamoci cosa potrebbe succedere se appesantiamo quella zona con altri cinquemila metri quadrati di superficie commerciale e con una struttura per eventi sportivi da quattro o cinquemila posti”. Una via d’uscita ci sarebbe. “Si potrebbe pensare ad una variante, una nuova bretella nella zona del cimitero”, dice Melasecche. Così da creare una viabilità complementare. Ma il problema è sempre lo stesso. “Dove li troviamo due, tre o quattro milioni di euro per la viabilità?”.

C’è insomma da riflettere, mettendo in fila le questioni. E magari valutando le “offerte dei privati” arrivate a palazzo Spada per “strutture più snelle” e probabilmente posizionate in parti diverse della città. E che magai non impegnano le casse vuote del Comune.

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