Palasport, la “svolta” di Melasecche: a Maratta ci vorrebbero dieci anni, riqualifichiamo il foro boario

Dibattito in consiglio comunale dopo un’interrogazione di Braghiroli (M5S), l’assessore: dobbiamo consentire che quell’area si trasformi nel sogno nel cassetto di tutti i ternani

Il futuro dell’area del foro boario di Terni è legata al destino del palazzetto dello sport. Se ne è discusso questa mattina, 14 marzo, in consiglio comunale a seguito di una interrogazione presentata nel question time dal gruppo consiliare M5S.

Le questioni principali sono state sollevate dalla consigliera Patrizia Braghiroli, che ha parlato del degrado dell'area e ha chiesto come l’amministrazione intenda procedere per il bando in essere per la realizzazione del palazzetto in quella zona. Inoltre, Braghiroli si è soffermata sul “tira e molla” tra la zona dello stadio e Maratta, chiedendo se l’ipotesi della zona industriale corrisponda al vero, in quali tempi e come si intende procedere per valorizzare la zona dell’ex Foro Boario che versa in condizioni di totale abbandono.

“Al Foro Boario c’è di tutto: prostituzione, fuochi non autorizzati, rottamatori abusivi, l’abbandono incontrollato di rifiuti. Se la Asl andasse a fare dei controlli – ha risposto l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Melasecche - chiuderebbe l’area. Concordo sullo stato di degrado, l’unico giudizio unanime nella città è lo stato di degrado di quella zona. Abbiamo lavorato insieme ad Asm per il trasferimento del centro raccolta rifiuti, abbiamo già assegnato un’area alternativa al di là della ferrovia, per un centro raccolta moderno, adeguato. In giunta all’unanimità abbiamo deciso di rivedere quella delibera che prevedeva il prosieguo fino al 2020 della permanenza delle attività di ortofrutta. Le strutture attuali non sono igieniche, il mercato dell’ortofrutta poi è completamente cambiato: non c’è ragione che i cittadini di Terni si facciano carico di realizzare un nuovo mercato ortofrutticolo, ormai gli operatori vanno direttamente ai mercati di Roma. Dobbiamo consentire che quell’area si trasformi nel sogno nel cassetto di tutti i ternani: 7 ettari riqualificati, una grande area sportiva a disposizione dei tifosi e di migliaia di turisti sportivi che verranno a Terni per manifestazioni nazionali. A Maratta non c’è nulla, c’è solo una polveriera demaniale, non ci sono urbanizzazioni. Oggi per ipotizzare il palasport a Maratta ci vorrebbero 10 anni. In giunta si è trovata una sintesi, tra pochi giorni sarà possibile formalizzare alcuni passaggi che auspico da tempo”.

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Sul nuovo Palasport intanto cresce il pressing: è di pochi giorni fa l’input del presidente provinciale del Coni, Stefano Lupi, a passare dalle parole ai fatti. Per Michele Medori, direttore di Confartigianato, “la realizzazione del nuovo palazzo dello sport può e deve aprire una fase di rilancio nell’attrattività e nel ruolo territoriale della città. Sono le istituzioni locali che devono saper sviluppare azioni di governo che trasformino i punti di debolezza in punti di forza, le quali azioni di governo hanno possibilità di successo solo se sono coerenti con le impostazioni sopra evidenziate e si concretizzano in impegni credibili perché assistiti da risorse e tempi certi e mirati alla trasformazione virtuosa degli asset territoriali, soprattutto per quanto riguarda il patrimonio infrastrutturale. Purtroppo – continua Medori - è demoralizzante constatare che l’elenco delle infrastrutture rilevanti per Terni praticamente coincide con l’elenco dei problemi da risolvere e delle strutture da rigenerare: la piastra logistica, i collegamenti stradali Civitavecchia-Ancona e Terni-Rieti, lo stadio, la casa delle musiche, le discariche industriali, il mercato coperto comunale, il mattatoio, per non parlare del Tulipano”.

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