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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Quartiere Cardeto: “Incidenti in sequenza, viabilità esasperata e riapertura del parco”. Confronto a Palazzo Spada

Prima e seconda commissione convocate per l’audizione del locale comitato. Diverse le problematiche emerse

Un lungo confronto, circa due ore, tra alcuni esponenti del comitato di quartiere di Cardeto, i consiglieri e commissari di prima e seconda commissione, l’architetto Piero Giorgini, l’ingegner Federico Nannurelli e l’assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati. Diverse le problematiche emerse che sono state esposte da Raffaele Mastrogiovanni, nel corso del suo intervento.

“Il 26 aprile 2011 è stato costituito il comitato, presentando alcuni punti sui quali non è stato fatto quasi nulla. Dopo una convocazione in prima commissione, risalente al dicembre 2016, ci ritroviamo ad affrontare le medesime criticità. Siamo un piccolo paesello ma non abbiamo un centro sociale, cercando un punto di ritrovo invano, senza trovare una giusta collocazione.”

Focus sulle problematiche: “La viabilità è arrivata all’esasperazione. Ci avevano promesso dei dissuasori ma li stiamo ancora aspettando. In due specifici punti sono continui gli incidenti stradali. La carenza di parcheggi è sotto gli occhi di tutti. Ci sarebbero anche degli spazi per realizzarli. Era stato fatto il progetto ma non ci sono i fondi necessari. Anche per ciò che concerne la pista ciclabile occorrerebbero delle strisce, su un chilometro di strada. Senza dimenticare la sabbiera per i cani dove è stato detto che dovevamo autogestirla”.

L’approfondimento sul parco: “L’assessore Salvati aveva affermato che sussistevano delle problematiche legate a Covid e scarsità di materiali. Nel giugno 2021, dopo un confronto, era stata ipotizzata la possibilità di aprire una parte. Siamo in attesa ma i tempi non sono stati rispettati. I lavori, dapprima rallentati, ora sono stati fermati del tutto. Una puntualizzazione – ha aggiunto Mastrogiovanni - siamo pensionati con una grande esperienza di vita. Siamo per il dialogo e teniamo al nostro quartiere e ciò che lo circonda. Riconosciamo altresì che le problematiche della città sono molteplici”.

Parola all’architetto Piero Giorgini: “Sono un paio di anni che mi occupo del parco. Una situazione che va assolutamente chiusa. L’attenzione è massima e stiamo provando tutti insieme a risolvere i problemi con la direzione che dirigo, perché alla città ci teniamo. Difficile fare promesse e dare date. Voglio portare però delle risposte concrete. Per la parte sociale mi piacerebbe lanciare una proposta. Una buona idea potrebbe essere trovare uno spazio all’interno del parco”.

Gli interventi: “Alcuni cantieri si seguono con grande fatica quando c’è poca fortuna nelle imprese che vi lavorano. Sono stati fatti degli interventi con tempi che non ci aspettavamo, un continuo confrontarsi. Abbiamo sollecitato più volte la ditta fino a capire, insieme a loro, che non c’erano garanzie sui tempi. Pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non esercitare l’opzione. Siamo usciti con una determina in cui è ripercorsa tutta la storia, individuando stralci funzionali. Inoltre delle ditte, mediante trattativa privata che sono già state contattate. Posso dunque affermare che siamo arrivati alla svolta per la chiusura. Nell’ambito di un finanziamento di rigenerazione urbana abbiamo inserito anche il completamento del parco. Ci sono a disposizione 600 mila euro per ultimare l’edificio, unica parte rimasta fuori”.  

Ulteriore approfondimento a cura di Federico Nannurelli: “Sussistono degli elementi esterni che hanno condizionato l’esito dei lavori. Riappaltare il cantiere, dopo una fase di risoluzione non è stato affatto facile”. L’ingegnere ha ricordato alcuni step precedenti per poi catalizzare l’attenzione sulla ripartenza: “Per ogni tipologia di intervento abbiamo individuato l’operatore. Dalla fase iniziale progettuale, all’individuazione di chi aveva le possibilità di fare i lavori allo stesso prezzo, fino al portare a definizione un programma operativo per sei lotti. Lo scorso 11 marzo ho mandato la comunicazione ai singoli appaltatori di procedere. Il coordinatore della sicurezza sta facendo degli aggiornamenti per andare a monitorare le interferenze delle sette fasi. Entro 15 giorni terminerà questa procedura. Il completamento, salvo imprevisti, è previsto entro cinque mesi. Nel contempo ci siamo adoperati per la gestione del parco e degli impianti sportivi. Ricordo che i campi da tennis potranno essere utilizzati per attività di rilevanza internazionale. Abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse per la gestione e ne è arrivata una da Terni Reti”.

Gli interventi

Ad iniziare il dibattito la consigliera del M5S Valentina Pococacio: “Più volte ci troviamo delle rappresentanze di cittadini che segnalano dei problemi. Non dobbiamo trasformare queste audizioni come una sorta di pezza o silenziatore. Stiamo ancora aspettando la risposta sulle richieste per il quartiere Duomo e Matteotti. Ricordo che, una eventuale struttura all’interno del parco da adibire a centro sociale è possibile soltanto attraverso un avviso pubblico”.

Il capogruppo di Terni Civica Michele Rossi: “Mi sento di perorare le richieste del comitato che portano avanti con tenacia. Per testimonianza diretta quel quartiere ha perso la qualità e la vivibilità di un tempo. Conosco le problematiche e mi dà fastidio risentirle. Le richieste sono le medesime da anni. La scelta di chiudere il parco Galigani e fare un altro mega progetto non è di questa amministrazione. Una giusta manutenzione, potenziamento della struttura avrebbe permesso di poter godere di quegli spazi. Fa sicuramente piacere che la gestione sia di competenza di Terni Reti”. Sulle altre questioni: “Ricordo le tante interrogazioni sulla pericolosità dell’incrocio tra via Lambruschini e via Radice, come gli altri temi evidenziati legati alla viabilità”.

Per Francesco Filipponi del Partito democratico: “Le problematiche sono praticamente le stesse, rispetto a nove anni. Ne cito alcune come parcheggi, pericolosità di via Radice e limiti velocità non rispettati, questione ambientale, pavimentazione tra le scuole Nucola e Angeloni, pulizia del sottopasso pedonale, l’immobile davanti al distributore senza dimenticare il parco Cardeto. Non va dimenticata una questione. Abbiamo ancora in essere un contenzioso di carattere civile con una ditta. Sono passati tre anni ed il contenzioso è in piedi. Non possiamo dimenticarlo”.

Sul tema il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti: “I residenti chiedono una manutenzione ordinaria e la gestione del quartiere senza aver trovato delle risposte adeguate. Il consigliere Rossi sottolineava che sono nove anni è chiuso. Bene, la metà è stata gestita dall’attuale amministrazione. In questi quattro anni ci si auspicava di tirare una linea per sistemare la questione. Alcune criticità non sono state nemmeno affrontate, come ad esempio le piste ciclabili”.

La consigliera di Fratelli d’Italia Monia Santini si è poi rivolta agli esponenti del comitato: “Mi metto nei vostri panni. Le richieste sono sempre le stesse. Doveroso prendere atto e riconvocare una seduta”. La collega Patrizia Braghiroli: “L’intento di questa convocazione era ascoltare e trarre delle conclusioni. Al lavoro fatto dall’amministrazione e dei tecnici va fatto un applauso per le difficoltà estreme emerse. C’era un dissesto, una pandemia mondiale, una ditta fallita ed una guerra con aumento dei prezzi. Quello che si vede da fuori è che, ad oggi, il parco è ancora chiuso. Chiedo di valutare se intanto è possibile riaprire una piccola parte del parco e fare un sopralluogo”.

Infine chiusura dell’assessore Benedetta Salvati: “Le risposte che potevamo dare le abbiamo fornite (sugli altri temi infatti risponderanno gli assessori ed uffici competenti ndr). L’iter da seguire è stato studiato. Sono stati fatti diversi lavori di asfaltatura, recuperata una zona disastrata come quella in zona cimitero. Nel Pnrr i finanziamenti per la rigenerazione urbana sono stati destinati al parco di Cardeto. Stiamo portando a conclusione uno dei bubboni che ha lasciato la precedente amministrazione. Da parte mia non posso che fidarmi del cronoprogramma dei tecnici”.

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