Mancano i contributi, a rischio la manutenzione del parco: "Così vince il degrado"

Dal 2015 nessun sostegno per la cura delle aree verdi ex-Sice e La Mola, la burocrazia stoppa il Patto di collaborazione. Il Comitato condomini chiede aiuto

Da un lato ci sono loro, le 261 famiglie del complesso ex-Sice. Dall’altro, il Comune di Terni che, dal 2015, ha sospeso i contributi per curare un’area verde privata ad uso pubblico. Nel mezzo, un parco di 22mila metri quadrati con alberi, prati, giochi, panchine e tavoli che rischia di essere lasciato all’incuria e dove alcune criticità si stanno facendo inevitabilmente sentire. 

Un parco per il quale era anche pronto un Patto di collaborazione che, però, per la solita burocrazia non riesce ad essere attivato.

Siamo in via Mola di Bernardo dove, proprio per la gestione del parco ex-Sice e di altre due zone verdi attrezzate del quartiere, è attivo da anni il Comitato Condomini “Parco la Mola” che ora è in forte difficoltà per continuare la propria attività per la totale assenza da parte del Comune, riuscendo a malapena ad occuparsi del taglio dell’erba, delle siepi e della piccola  manutenzione e degli arredi. 

“Quello degli arredi rimane il problema più grande - afferma, il Presidente del Comitato – alcuni giochi, le panchine in legno, i gazebo e, soprattutto il nostro piccolo ‘anfiteatro’ sono davvero messi male, e non possiamo farcene completamente carico”. Se infatti, al momento, il taglio dell’erba e delle siepi è ancora sotto controllo, gli arredi iniziano a gridare vendetta: i giochini per bambini perdono i pezzi, gli attrezzi in legno che facevano parte di un ormai dismesso percorso della salute (collocato sulla cosiddetta ‘montagnola’, di pertinenza comunale) oltre ad essere marci, si staccano pericolosamente dal terreno. Nel piccolo ‘anfiteatro’ le sedute in legno sono ormai saltate via e le staccionate sono da cambiare e, di sicuro, non si tratta più di uno spazio idoneo per organizzare i piccoli spettacoli che, negli anni passati, erano stati promossi dal Comitato stesso, in collaborazione con il Centro Sociale “Il Domani”.

La storia

I problemi, per il parco ex-Sice, iniziano nel 2015, quando il Comune ha di fatto sospeso l’erogazione dei contributi per la manutenzione del parco: “La prima convenzione – sottolinea ancora il Presidente – risale al 1987 e prevedeva l’impegno del Comune per il verde, l’illuminazione, la manutenzione degli arredi. Trattandosi di area Peep, l’amministrazione sosteneva queste spese a fronte dell’uso pubblico del parco, aperto a tutti”. 

Nel 2016 dal Comune arrivò la comunicazione che i contributi sarebbero stati sospesi perché la convenzione era scaduta nel 2011. Malgrado ciò, dal 2012 al 2014, per tacito assenso e seppur in forma ridotta rispetto al passato, il Comune continuò ad erogare il contributo, che però “dal 2015 – continua il presidente - è stato sospeso,  malgrado sia stato richiesto più volte senza alcun esito”. Per cercare di far fronte alla situazione, il Comitato aveva deciso di aderire a un Patto di Collaborazione promosso e proposto dal Comune.

Tutto fermo

“Era tutto fatto – dice ancora il Presidente del Comitato – ma poi c’è stato il dissesto e si è bloccato tutto. Adesso, ci è stato riproposto lo stesso patto, da noi analizzato e valutato, e per il quale sono stati richiesti chiarimenti, ma stiamo facendo fatica, ancora oggi, a capire quali siano le spese che possiamo portare a consuntivo: ad esempio, sembrerebbe che il costo del giardiniere non possa essere compreso. Ma come facciamo? - ribadisce il Presidente - Si tratta di interventi per i quali è necessario avere una certa esperienza, non possiamo far usare una motosega o altro attrezzo ad una persona solo perché ha la buona volontà di farlo, anche perché - conclude - nel Patto ci viene chiesto di lavorare in sicurezza, e per questo il Comune, tra l’altro, declina ogni responsabilità”.

Non è intenzione del Comitato aprire un contenzioso anche se, come viene sottolineato ancora  “come è stato detto più volte in varie sedi, è necessario fare chiarezza: dopo diversi scambi di posta, incontri e sopralluoghi con incaricati del Comune e di Afor poco risolutivi, purtroppo tutto rimane com’è. Vogliamo lanciare ancora un ulteriore grido di aiuto, prima che il degrado abbia il sopravvento”.

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