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Parco Rosselli, chiuse alcune aree: “C’è il rischio inquinamento”

La decisione del Comune dopo le indagini sul terreno, l’ordinanza del sindaco Latini: “Scarti di lavorazione industriale, situazione nota da tempo”

“La relazione conclusiva sulle indagini effettuate finora, che riguardano principalmente un’area chiusa da anni e della quale da moltissimo tempo si conosceva il potenziale inquinamento causato da scarti di lavorazioni industriali accumulati nel secolo scorso, conferma che in alcuni campioni sono presenti sostanze che superano il limite”. Ecco le motivazioni che hanno portato il Comune a chiudere, in via cautelativa, alcune aree del Parco Rosselli, nel quartiere di Sant’Agnese. 

Il tutto a seguito dei risultati delle indagini e dei rilevamenti completati nei giorni scorsi sul sottosuolo: il sindaco Latini ha emanato un provvedimento per “l’interdizione cautelativa delle aree esterne non pavimentate del Parco Rosselli e delle pertinenze scolastiche adiacenti, in attesa dell’analisi di rischio sanitario e ambientale”.

“La relazione conclusiva sulle indagini effettuate finora - spiega in una nota il Comune - che riguardano principalmente un’area chiusa da anni e della quale da moltissimo tempo si conosceva il potenziale inquinamento causato da scarti di lavorazioni industriali accumulati nel secolo scorso, conferma che in alcuni campioni sono presenti sostanze che superano il limite e, quindi, il materiale antropico non rispetta, in alcuni punti di campionamento e per taluni inquinanti (metalli pesanti e idrocarburi), le soglie limite di concentrazione per le aree destinate ad uso verde pubblico, privato e residenziale e in due punti di campionamento il limite per le aree destinate ad uso commerciale/industriale”.

Ma cosa succederà adesso? Per stabilire se i superamenti rilevati dalle indagini possano comportare rischi per la salute e per l’ambiente, ovvero se sia necessario realizzare interventi di bonifica o di messa in sicurezza, si procederà effettuando l’analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica. In attesa dei risultati conclusivi dell’analisi di rischio, si è comunque ritenuto, in via prudenziale e sulla base del principio di massima precauzione, di  procedere con una specifica ordinanza sindacale, disponendo l’interdizione alla popolazione di tutte le aree esterne non pavimentate ricomprese nel perimetro individuato dal piano di caratterizzazione di “Parco Rosselli”, nonché, cautelativamente, delle aree non pavimentate immediatamente adiacenti destinate a verde pubblico e/o spazi esterni a servizio di edifici scolastici, il nido Peter Pan e la scuola d’infanzia “Nobili”.

“Purtroppo – rileva l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati – Terni sconta la sua trasformazione industriale che in anni passati ha comportato l’inquinamento di vaste aree sulle quali non si è mai intervenuti. Ora dobbiamo confrontarci con una sensibilità diversa e con normative –  fortunatamente – più severe. Ed è quello che stiamo facendo”.

Per quel che riguarda i servizi scolastici interessati, l’assessore Cinzia Fabrizi è già al lavoro con la direzione competente per cercare soluzioni adeguate, anche tenendo in considerazione che per le strutture coinvolte era già in programma un trasferimento temporaneo a causa di interventi di manutenzione e di adeguamento programmati.

Sul fronte delle indagini sul sottosuolo, sono stati effettuati nove sondaggi in carotaggio continuo fino a 26 metri di profondità, fino all’intercettazione della falda su tre perforazioni che sono state attrezzate a piezometro per le analisi contestuale delle acque sottostanti. Durante l’esecuzione delle perforazioni sono stati prelevati campioni di terreno a varie quote stratigrafiche per l’esecuzione di prove chimiche di laboratorio. 

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