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Un atleta ternano alla Maratona di New York: “Ho realizzato un sogno. Dalla strada uno spettatore ha gridato forza Fere per sostenerci”

Il racconto di Leandro Gasperoni della Ternana Marathon che ha vissuto l’esperienza insieme al compagno di squadra Federico Varazi

Un lungo viaggio per inseguire e realizzare un sogno. L’atleta della Ternana Marathon Leandro Gasperoni ha partecipato, insieme al compagno di squadra Federico Varazi, alla Maratona di New York ossia la corsa podistica più famosa e partecipata al mondo. Entrambi hanno chiuso con il tempo di 3h 35’ 56” arrivando congiuntamente al traguardo. Prima di prendere l’aereo si sono preparati a dovere, proprio per riuscire a completare il percorso e sopportare uno sforzo non di poco conto.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it Leandro Gasperoni racconta come è nata la passione per il podismo: “L’iscrizione alla Ternana Marathon ha avuto un impatto immediato. Correva l’anno 2015 quando decisi di aderire alla compagine rossoverde, dopo un primo anno di approccio all’attività sportiva in modo autonomo. La passione infatti è aumentata, di volta in volta, evolvendosi con il tempo. Dalle prime gare ‘brevi’ di dieci chilometri al trial, tra le discipline che prediligo. Successivamente la mezza maratona di San Valentino (2018) ed ulteriori corse, prima dell’arrivo dell’emergenza sanitaria. Ero pronto per partecipare alla maratona di Roma nel 2020. Purtroppo sono stato costretto a rimandare il debutto al 2022”.

Il sogno di tutti i podisti coincide con i 42 chilometri, lungo i cinque distretti di New York: “Il desiderio di esserci era fortissimo, non solo espresso dal sottoscritto. Tutto ciò poi è stato acuito dalle parole di Francesca che ha raccontato l’esperienza vissuta. Ad inizio dell’estate è scattato il percorso di avvicinamento, in parte compiuto con Federico Varazi. In particolare il ‘lungo’ finale di trentacinque chilometri lo abbiamo percorso insieme. Distanze brevi, ripetute, per poi avvicinarsi al chilometraggio con l’intenzione di prepararsi essenzialmente sulla lunghezza più che su un tempo prestabilito”.

La partenza da Terni con destinazione ‘Grande mela’: “Non ci siamo fatti sfuggire l’occasione. Nei giorni antecedenti alla gara siamo usciti per visitare le bellezze della metropoli, percorrendo decine di chilometri. In albergo abbiamo conosciuto un gruppo proveniente da Viterbo”. Una goccia in mezzo al mare: “Bastava guardarsi intorno per poter verificare la moltitudine di nazioni rappresentate. Per l’occasione – tiene a precisare Leandro – ci siamo presentati con una maglia speciale, naturalmente sfoggiando i colori rossoverdi”.

Domenica 5 novembre, il giorno della Maratona di New York: “La sveglia è suonata alle 4,30 circa. Dopo la colazione siamo stati prelevati e portati a Staten Island. Da quel momento tutto passa in secondo piano. Uno spettacolo incredibile. Davvero incredibile per il clima che si respira, percepisce in ogni singolo metro. Alle 6 della mattina migliaia di persone erano assiepate sulle strade. L’incitamento è costante per ognuno dei partecipanti e la fatica pare svanire. Dopo qualche chilometro – sorride Leandro – ho sentito uno spettatore dalla strada gridare “Forza Fere”.

I momenti clou: “Emozioni fortissime provate lungo il tragitto. Tuttavia, durante l’inno nazionale e quando è stata consegnata la medaglia al sottoscritto non ho nascosto la commozione. Faccio i complimenti a Gianfilippo Grillo che ha fatto un gran tempo (un atleta di Terni) e ringrazio tutti i compagni di squadra che ci hanno incitato, attraverso centinaia di messaggi che sono arrivati. Indossare la medaglia equivale ad aver terminato il percorso e realizzare un sogno. In quel momento - conclude Leandro - ho capito di aver concluso parte del mio percorso podistico. Una esperienza indimenticabile”.  

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