Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Attività ternana a rischio chiusura. L’appello: “Non posso sostenere ancora per molto le spese necessarie per proseguire”

La richiesta di Vincenzo Pesci, di Piada+: “Forse l'unica possibilità potrebbe essere trovare un socio o un collaboratore per riaprire più forti di prima”

foto di repertorio

Emergenza sanitaria e crisi economica. Un binomio che sta colpendo inesorabilmente la penisola e – di conseguenza – il territorio ternano. Nei mesi scorsi vi avevamo raccontato la storia di Vincenzo Pesci. Dopo aver atteso lunghi mesi, a causa del lockdown e degli adempimenti burocratici sui quali conformarsi, era riuscito a realizzare il suo sogno, lo scorso 24 luglio, giorno dell’inaugurazione del locale. Sono trascorsi poco meno di sei mesi da quel dì. L’attività ha proseguito il suo corso tra molteplici difficoltà, come tutte quelle legate al comparto, tra limitazioni e chiusure. Ora Vincenzo, a seguito di tale periodo, ha scritto un post sulla pagina facebook di Piada+ chiedendo un supporto o un consiglio, onde evitare la chiusura definitiva.  

“Purtroppo – scrive al suo interno - oltre alle difficoltà che ci accomunano alla situazione generale e della ristorazione in particolare, sto lottando in prima persona col virus che mi sta bloccando in isolamento, impedendomi la riapertura della piadineria. In queste circostanze – aggiunge - non posso sostenere ancora per molto le spese necessarie per proseguire. E la chiusura definitiva potrebbe essere la triste conseguenza. Servirebbe un miracolo per evitarla”.

La possibile soluzione: “Forse l'unica possibilità potrebbe essere trovare un socio, un collaboratore che possa condividere il mio progetto ed insieme riaprire più forti di prima. Per suggerimenti o proposte contattatemi in privato via mail piadapiuterni@gmail.com”.  

Alla fine del mese di novembre 2020, lo stesso Vincenzo, annunciava la chiusura temporanea dell’attività poiché: “Nonostante i riconoscimenti e l'affetto dimostrato in questi mesi a riscontro della qualità e della passione che viene messa nel nostro lavoro e nelle nostre preparazioni, i costi di gestione e del personale mi costringono alla chiusura”. Ora, come già anticipato in precedenza, lo stop potrebbe diventare definitivo. 

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