Piediluco, due mesi dopo la firma sul protocollo per il centro nautico: "Perdita di tempo non giustificata alla città"

Il capogruppo Pd Francesco Filipponi: "Il protocollo è stato firmato tale e quale rispetto a quello sottoscritto due mesi prima"

centro remiero

Lo scorso 4 aprile, presso la sede della Fondazione Carit, venne firmato il protocollo d’intesa per la riqualificazione del centro remiero di Piediluco. All’iniziativa però non partecipò Leonardo Latini il quale, dopo gli accertamenti tecnici ed amministrativi e sulla base della delibera di giunta comunale n.137 del 22 maggio scorso, appose successivamente la propria firma – in data 30 maggio. Il capogruppo Pd Francesco Filipponi, interviene sulla vicenda, sottolineando quanto segue: “Dopo circa due mesi il Sindaco Leonardo Latini si è presentato alla firma del protocollo di intesa che dovrebbe consentire di adeguare, con un investimento di oltre 800 mila euro il centro federale di canottaggio di Piediluco agli standard internazionali. Il sindaco – sottolinea Francesco Filipponi - dopo lo sgarbo istituzionale che non ha riscontri nella storia di Terni ha messo la parola fine ad una farsa che ha solo fatto perdere tempo prezioso”

Tale perdita di tempo non è stata accompagnata da alcuna giustificazione alla città, nemmeno sulle non meglio precisate ulteriori verifiche tecniche e autorizzative, avendo poi siglato il protocollo tal quale a quello di due mesi prima. Tale tentennamento ha rischiato di far perdere a Piediluco un investimento notevole per la struttura che tanto ha dato in termini di sviluppo, che ha consentito a Terni di avere un ruolo di prestigio in tantissimi appuntamenti nazionali e internazionali – osserva il capogruppo - L'epilogo della battaglia che ha aperto l’assessore Melasecche, ora si sta concentrando sulla Regione, nella speranza di acquistare un ruolo che lo porti di nuovo, nel 2020, a Perugia”

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“Questo tentativo fallito di boicottare i finanziamenti regionali sia quelli che riguardano il Cmm che quelli, deliberati dal consiglio regionale ad ampia maggioranza, per investire sulle strutture sportive, ad iniziare da Piediluco, fa solo trasparire irresponsabilità verso i cittadini ternani. La guerra sulla pelle di Terni non serve però a far venire meno l'attenzione sui 7 milioni di tari non incassati nel 2018, uno in più del 2017 alla faccia del bilancio riequilibrato. Non basta neppure per distogliere la focalizzazione sul bilancio preventivo che non si riesce a chiudere e neanche sulle quattro manovre finanziarie da far approvare al consiglio entro il 28 giugno, di cui ancora non si ha traccia"

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