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Giovedì, 19 Maggio 2022
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"Il lupo e il pastore", Piero Lanucara: "Vi svelo i segreti del mio romanzo"

L'autore presenta il libro tra fiction e storia: "Scrittura e lettura tornino tra i più giovani"

Giro di presentazioni in queesti giorni per "Il lupo e il pastore" (Edizioni Porto Seguro), il libro scritto da Pier Guido Lanucara, romano classe 1961 ma umbro di adozione. Residente da anni a Poggio di Otricoli, Lanucara ha presentato il suo romanzo storico anche di recente nel suo paese di adozione.  

Come nasce la sua passione per la scrittura?

Fin dai tempi del liceo classico facevo temi più lunghi del dovuto andando spesso fuori argomento, poi nel 1979 ricordo che scrissi una storia sul filone "post atomico" in cui la terra era nelle mani di una razza di cinghiali utilizzati in laboratorio per esperimenti sulle radiazioni. Nel tempo ho continuato a scrivere ma la mancanza di metodo faceva morire le cose fino alla scoperta dei computer e alla recente pubblicazione del mio terzo lavoro.

Qual è il suo obiettivo quando scrive?

Da scrittore presuntuoso vorrei insegnare qualcosa, con più realismo spero di creare interesse per l'argomento trattato e suscitare l'effetto drogante del voler arrivare alla fine ma ammetto che volevo realizzato un sogno: entrare in libreria e trovare il mio tra gli scaffali magari poco distante dai mostri sacri.

Come mai ha scelto il romanzo storico come genere?

Amo la storia da sempre e la studio talmente tanto, fin dal ginnasio, che sono arrivato a farmi rimandare a settembre in seconda liceo perché il professore, politicamente inquadrato, raccontava favolette invece della verità provata. Sono cresciuto tra Roma e San Gimignano, respirando la storia passata, assaporando quello che vedevo e vedo attorno a me, una pietra incisa, una torre, un palazzo e uno stemma araldico suscitano in me tale curiosità famelica che finisco sempre per indagare su quello che vedo in una catena infinita di domande e risposte. Il medioevo nella sua complessità rappresenta qualcosa di speciale, confuso tra miti, leggende e verità, racchiude in 10 secoli le origini della nostra cultura e della società attuale. Europa e Asia subiscono ancora oggi di quel retaggio e molte tragedie del nostro tempo hanno origini medievali. Inoltre raccontare la storia dei grandi intrecciata e confusa con quella della gente comune è una antica fissazione: vedendo un film ero spesso più attratto dallo scudiero che dal cavaliere e ho cercato di raccontare anche la sua vita comunque specchio del suo tempo molto più di quella dei grandi.

Cosa pensa possa trovare un lettore nella tua storia? Intrattenimento o spunti di riflessione?

Molto semplicemente spero che provi piacere nella lettura, che senta la mancanza della pagina seguente cercando con ansia il momento buono per proseguire. Insomma penso e spero che la storia crei una sempre maggiore curiosità, che i personaggi storici e quelli inventati abbiano la stessa importanza, che Federico II provochi la stessa reazione di Duccio o Donato. Tornando alla mia presunzione infinita, oltre al piacere della lettura, che oso dare per scontata, sono certo che il racconto si svolga in un ambito poco noto ai più, la scuola non ha tempo e modo di approfondire gli avvenimenti secolo decennio per decennio, né le storie dei personaggi più famosi come Papi o Imperatori. Leggere di episodi realmente accaduti ma ignorati potrebbe spingere il lettore a entrare nel merito: ad esempio andare a cercare il perché del fallimento della IV crociata, da me citata, rispetto a cosa trova nel racconto. O chi sia stato realmente il Cardinale Pelagio rispetto al romanzo. Riguardo alle riflessioni finali sarei felice e onorato se anche un solo lettore pensasse al medioevo in modo diverso con la voglia di iniziare a saperne di più.  

Oltre a scrivere, è anche un lettore? Quali autori segui?

Ricordo un negozietto a Roma in piazza Alessandria che vendeva solo libri usati in cui, non avendo una lira in tasca, andavo a comprare i fumetti. Tex, Zagor, Asterix, Alan Ford, Guerra d'eroi e tanti altri sono stati compagni fedeli e alcuni ancora lo sono. Un giorno, mentre cercavo qualcosa di nuovo vidi, uno scaffale pieno di libretti economici, 300 lire l'uno, tutti dello stesso autore, Sven Hassel, e ne presi uno ma nel giro di un anno li lessi tutti e ancora li conservo gelosamente. Da allora iniziai a leggere e non ho più smesso così oltre alle librerie, di cui dovrei essere azionista per quanto denaro vi ho lasciato, vado nei mercatini ogni volta che posso trovando sempre qualcosa di interessante. Amo la carta e i suoi odori sempre diversi, il peso del libro, le orecchie fatte quando mi interrompo e la polvere che invade le mie immense scaffalature. Leggo per il semplice gusto di farlo o per andare a fondo a ciò che mi interessa e se internet ha modificato qualcosa il classico tomo non potrà mai essere sostituito. A parte Sven ho un ricordo particolare di Montanelli con il racconto del nostro paese fin da prima di Roma e le tante storie di guerra scritte dai protagonisti negli anni 60, fin quando trovai Wilburn Smith che aprì la strada a tanti altri: Forsyth, Ludlum, Buticchi, Clancy, Manfredi, Barbero, Follet, Le Goff, Cardini, Eco e decine di altri che sarebbe noioso elencare. Un'altra cosa che amo particolarmente è trovare nelle piccole località libri che ne raccontano la storia così detta "minore", piccoli borghi ai margini delle cronache di cui qualcuno ha raccontato fatti e tragedie, come l'ultima guerra ad esempio, che altrimenti nessuno conoscerebbe mai. Mi faccio una domanda da solo: perché l'Italia è il paese occidentale in cui si legge di meno? Non solo per colpe sue la scuola non riesce a dare questo impulso ai ragazzi. se non si scopre il gusto del sapere fin dalle scuole medie è complicato che sopraggiunga in seguito. Non possiedo certo la soluzione al problema ma nel mio piccolo mi sono mosso per fare un microscopico passo avanti: in collaborazione con la direzione didattica delle scuole medie di Otricoli, dove risiedo, ho proposto la pubblicazione di un libro scritto da tutti gli alunni, senza scala di merito ovviamente, sul tema della "piccola storia". Il progetto è a buon punto e presto riuscirò a farlo pubblicare".  

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