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La storia di Pietro ‘L’Eremita’ nello speciale Rai: “Ho conosciuto me stesso nella solitudine”

Durante la trasmissione di Geo su Rai 3 l’intervista a Pietro che vive in solitudine in un casale semidiroccato a 18 chilometri da Ferentillo

Vivere a pieno contatto con la natura, lontano da tutte le comodità. E’ la decisione di Pietro ‘L’Eremita’ il quale a 40 anni ha lasciato quella che lui chiama la sua Babilonia e scelto di vivere completamente in solitudine. Da venticinque anni risiede infatti in un casale semidiroccato sul monte Aspra. “Ho conosciuto me stesso nella solitudine ed accettarmi. I primi anni raramente scendevo giù a valle. Poi però mi frantumai un femore a seguito di una caduta in un burrone – dopo un decennio di solitudine assoluta – e di lì mi sono ritrovato in mezzo alla gente e riavvicinato alle persone”. Il contatto diretto con la natura: “L’inverno ti insegna molto interiormente. Il sole ed il caldo apportano maggior spensieratezza. Quando ci sono delle bufere di neve, come capitato in passato, ti sale anche la paura. Le stagioni più fredde aiutano l’introspezione”

La distanza con Ferentillo

“Ero sicuro di quello che volevo fare. Sono venuto qua a colpo sicuro anche se qui era tutto crollato. Mi trovo a 18 km da Ferentillo, a 14 km da Polino, ero e sono isolato. Nonostante ciò decisi senza tentennamenti di fermarmi.” Dopo qualche mese Pietro accettò di essere visitato da amici e parenti, nei luoghi del suo eremitaggio: “Mi ha fatto piacere vederli. Tante salite, discese: ognuno aveva la sua reazione nel raggiungermi”. Riuscire ad avere l’acqua corrente con il proprio ingegno è stata un’immensa soddisfazione. Ogni mattina scende a lavarsi e fare il bucato nelle gelide acque di un torrente: “I miei amici cercarono di farmi riflettere. Ero convinto, fortemente convinto. Vennero due uomini a trovarmi un po' di tempo fa. Uno di loro mi disse: “Pietro devo andare in bagno, dove lo trovo?” Risposi: “Prendi il piccone e vai, fai la buca”. Gli anni passano: “E si fanno sentire” così ultimamente, soprattutto nei momenti più delicati quando il freddo è piuttosto intenso, si fa ospitare in un monastero a poca distanza dal rudere. Una bella storia raccontata dalle telecamere di Geo.

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