Terni film festival Popoli e Religioni: “Il tema prende il nome dal film Contagion. Il passo indietro della Fondazione Carit pessima notizia”

La presentazione della sedicesima edizione in attesa di ulteriori novità che verranno svelate nei prossimi mesi. La novità assoluta riguarderà la categoria in concorso della realtà virtuale ed aumentata

Un festival ‘diffuso’ per conformarsi alle normative anticontagio ed evitare gli assembramenti. Il salone della curia vescovile è stata la location designata per presentare la sedicesima edizione di Terni film festival Popoli e Religioni. Sono intervenuti Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia, Stefania Parisi direttore dell'Istess, Arnaldo Casali direttore artistico del Festival, Francesco Venturini presidente dell’associazione di volontariato San Martino e don Luciano Afloarei direttore del servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi. Da sabato 7 novembre a domenica 15 numerosi gli eventi in programma e la novità assoluta della categoria in concorso della realtà virtuale ed aumentata.

“Nonostante le difficoltà e la precarietà generale del vivere vogliamo testimoniare una stabilità del volontariato – ha affermato Stefania Parisi direttore dell’Istess – e le variazioni riguarderanno le modalità di partecipazione in parte in presenza in parte da remoto. Il tema si lega al film Contagion e riguarda la pandemia sia sotto l’aspetto negativo come l’uso di droghe che positivo”. Il direttore poi ha annunciato: “Una pessima notizia c'è da sottolineare. La fondazione Carit ha respinto il nostro progetto complessivo annuale. Ora attendiamo buone notizie dal Ministero della cultura e dai quattro bandi per il finanziamento del festival”.

“La morte dei due adolescenti – le parole del vescovo Piemontese – ci spinge a continuare la nostra azione educativa non solo con azioni repressive ma soprattutto formative. Le iniziative coinvolgeranno studenti, ragazzi, professori. Questa rassegna cresce di anno in anno ed ottiene numerosi riconoscimenti. Ora dobbiamo continuare in modo diverso poiché abbiamo l’obbligo di rispettare alcuni canoni e limiti imposti dalle autorità. Esprimo delusione – dichiara Piemontese – nei confronti di chi dovrebbe sostenere l’impegno ed invece si ritrae”.

LA VIDEO INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO ARNALDO CASALI

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