Popoli e religioni, record di presenze. Casali: “Edizione migliore di sempre, ma per la prima volta sindaco assente”

Oltre 11 mila spettatori, sia reali che virtuali. Kermesse costata 60mila euro, al lavoro 30 volontari. Il vescovo: “Sono sicuro che le istituzioni troveranno più tempo per noi”

La conferenza stampa

Undici giornate di festival con una media di 600 spettatori al giorno e 757 visualizzazioni online, per un totale di 4500 spettatori più gli oltre 6 mila incollati allo schermo del computer o dello smartphone per seguire le dirette facebook. Numeri che segnano un record di pubblico, sia reale che virtuale, che per la prima volta supera le 11mila presenze.

“È stata la migliore edizione di sempre e quella a costo più basso – commenta Arnaldo Casali, direttore artistico – il festival è costato circa 60 mila euro rispetto agli 83 mila dell’anno scorso. Siamo riusciti a risparmiare pur aumentando il pubblico e gli eventi, il tutto con uno staff di 30 volontari”.

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È tempo di bilanci per Popoli e religioni, il Terni film festival che quest’anno compie 14 anni. E che ha dedicato proprio all’adolescenza e all’età imperfetta l’edizione del 2018: “Stiamo diventando un punto di riferimento nel mondo del cinema italiano – prosegue Casali – anche la stampa internazionale ha parlato di noi. Ma tra le tante presenze c’è stato un buco istituzionale: per la prima volta nella storia del festival il sindaco di Terni Leonardo Latini non è intervenuto all’inaugurazione e neppure alla premiazione finale. Ci siamo rimasti molto male, perché comunque offriamo un servizio alla città”.

Su questa nota dolente arriva il conforto del vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia: “Sono sicuro che già dal prossimo anno le istituzioni troveranno più tempo per noi – aggiunge Giuseppe Piemontese – il Terni film festival ha avuto un grande risalto ed è di grande importanza non soltanto sul tema del dialogo tra popoli e religioni ma anche sulle diverse generazioni”. E prosegue: “In questo particolare momento, con una società multiculturale e multirazziale, c’è estremo bisogno di dialogo, incontro e riflessione. Stiamo seminando e ci auguriamo di poter raccogliere presto concordia e coesistenza”.

Presente alla conferenza stampa anche il direttore del Politeama Michele Castellani: “Questo festival riesce con i film ad affrontare anche di altri temi – dice – abbiamo parlato di religioni, di popoli, di interiorità. Il cinema non è solo la proiezione di un film, ma un momento d’incontro tra persone”. Il cinema come centro di resistenza culturale, quindi, che può servire anche da volano turistico e commerciale: “Rappresenta una cassa di risonanza per Terni – conclude Castellani – è un lavoro che sto cercando di fare con tutto il mondo associativo della città, e con chi vuole promuovere il cinema come luogo di incontro”.

Numeri e premi

Sono stati 100 gli ospiti provenienti da tutto il mondo, 14 i rappresentanti di festival internazionali, 2 le serate trasmesse da un’emittente nazionale, 10 i cineforum per le scuole e collaborazioni con due università (Perugia e Salesiana), una proiezione in carcere, uno spettacolo teatrale, 6 giurie, 25 premi assegnati e 2 ricevuti. L’Istess ha ricevuto per il festival la Medaglia del Presidente della Repubblica, mentre il direttore artistico è stato insignito del premio “Ambasciatore della Libertà” dalla Città di Breslavia.

Il concorso ha visto la proiezione di 23 lungometraggi, 9 documentari e 32 cortometraggi. L’Europa ha fatto la parte del leone con 39 lavori presentati (di cui 34 italiani, a cui si sono aggiunti i film provenienti da Francia, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca e Germania), 11 sono stati i film arrivati all’Asia (4 da Israele, 2 dall’Iran, e poi Arabia Saudita, Turchia, India, Siria e Iraq), 5 dall’Africa (due egiziani e poi Burkina Faso, Kenya e Nigeria), mentre 5 film sono stati realizzati da immigrati, rifugiati e richiedenti asilo che vivono in Italia.

Il festival ha coinvolto tre ambasciate: quella della Nigeria, quella di Israele e quella della Repubblica Ceca con cui sono stati celebrati i 50 anni della Primavera di Praga. Nonostante la dimensione internazionale, resta forte il legame con il territorio: 6 sono i film presentati prodotti in Umbria, di cui 4 a Terni, e 2 gli artisti umbri premiati.

Due serate (quella dedicata agli immigrati e le premiazioni) sono state riprese e trasmesse integralmente da Radio Radicale mentre papa Francesco, per la prima volta, ha mandato un messaggio agli organizzatori e ai partecipanti. Molto forte è stata anche la risonanza internazionale che ha avuto questa edizione, con segnalazioni sulla stampa polacca, slovacca, ungherese, francese e olandese.

Risultato a cui hanno contribuito anche gli organizzatori, triplicati rispetto le passate edizioni: quest’anno hanno aderito allo staff organizzativo anche il cinema Politeama-Cityplex, la San Martino e Laboratorio Idea. La Kermesse si concluderà idealmente sabato 15 dicembre al cinema Trevi di Roma con la consegna dell’Angelo alla carriera alla Fondazione Ente dello Spettacolo nell’ambito della XXII edizione del festival Tertio Millennio, kermesse organizzata dalla stessa fondazione e incentrata – come il Terni Film Festival – sul dialogo interreligioso.

Il festival ha anche prodotto un cortometraggio: Charlie Chaplin e il Natale del 1977 realizzato da Luca Mannaioli e Aferdita Demiri, scritto da Arnaldo Casali e interpretato da Marzia Ubaldi con le musiche di Emanuele Grigioni, che verrà presentato in occasione del Natale.

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