La Pressa di Terni, da monumento storico ad invasione degli escrementi

Il simbolo della memoria industriale della città è letteralmente preso d'assalto da centinaia di piccioni ogni giorno, la situazione è diventata fuori controllo

Sono trascorsi ormai poco più di vent’anni da quel 6 gennaio 1999. In quella circostanza la grande pressa di Terni veniva restituita alla città e sistemata in piazza Dante. Un monumento che riguarda la storia industriale del capoluogo, risalente addirittura ad oltre novant’anni fa. Il 17 luglio 1934 infatti l’allora Società Terni decise di ordinare alla ditta inglese Davy Brothers, la pressa da 12000 tonnellate. Il motivo principale è da ricondurre alla realizzazione dei programmi di armamento, i quali richiedevano l'allestimento di una nuova flotta di navi da competizione. L’anno dopo venne montata e risultò determinante nella produzione bellica che civile. I bombardamenti non ne scalfirono minimamente la propria integrità fino agli anni ottanta dove si manifestarono i primi sintomi del logoramento. Fino al 1993 venne utilizzata, seppur in modo parziale, fino alle operazioni di smontaggio che si conclusero nel 1998. Come detto in precedenza dal 6 gennaio 1999 è posizionata nel cuore della piazza davanti alla stazione

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La pressa invasa dagli escrementi dei piccioni

Un malcostume diffuso ormai reiterato nel corso del tempo. Come si può notare nei video i piccioni sono attirati da pezzi di pane, riso che causano una nidificazione stratificata all’altezza della grande pressa. I 'donatori' di cibo sono naturamente ignoti. Tutto ciò provoca l’invasione di escrementi i quali stanno inondando la struttura e la zona a se stante. Il guano è la sostanza naturale che si forma dalla loro decomposizione e provoca poi il dilavamento delle cavità o ambienti non sigillati. Oltre all'aspetto visivo piuttosto discutibile gli escrementi possono essere anche una fonte non trascurabile di problemi per la salute.

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