Il primo giorno di scuola a Terni: le emozioni del ritorno tra preoccupazioni, disagi e sacrifici. Una giornata da ricordare

Il suono della campanella ed il ritorno in aula per migliaia di studenti in città. Una risposta complessivamente positiva nonostante le difficoltà

foto Giacomo Sirchia

Una grande emozione. Lo si leggeva soprattutto negli occhi dei più piccoli che hanno fatto il loro ingresso nel rispettivo istituto. Il grembiule indosso, la mascherina come novità assoluta e le raccomandazioni dei genitori. La felicità di ritrovare il proprio compagno di giochi, il saluto delle maestre e gli ingressi scaglionati previsti. Sono tanti gli spaccati raccolti in questo primo giorno di scuola. La comprensibile preoccupazione della vigilia è stata, seppur in parte, accantonata dalla gioia di rivedere gli alunni nelle rispettive aule e tornare a praticare la didattica in presenza, conformandosi ai rigidi protocolli antiCovid.

Il primo giorno di scuola

C’è fermento nella mattinata di lunedì 14 settembre. Le strade sono tornate ad essere trafficate e la frenesia di arrivare in orario è palpabile. La campanella sta per suonare, dopo tanti mesi di assenza. In giro ci sono anche gli agenti della polizia locale e le forze dell’ordine per monitorare cosa accade. Si respira un’aria diversa rispetto al consueto primo giorno di scuola. I genitori accompagnano i propri figli, scattano un selfie ricordo prima di aspettare il loro turno di accesso. Ogni istituto ha minuziosamente organizzato l’accoglienza, prevedendo ingressi scaglionati e contingentati. Qualcuno fa notare gli assembramenti creati, ci sono le mascherine però indossate praticamente da tutti. I primi disagi, già noti, riguardano l’occupazione degli spazi in alcuni istituti. Necessaria una rimodulazione della composizione del numero degli studenti, per permettere di garantire il distanziamento sociale. Nelle scuole primarie l’accoglienza delle maestre è calorosa: palloncini, cartelloni di benvenuto con ingressi stabiliti.

Andando a dare un’occhiata a medie e superiori c’è tanta voglia di riappropriarsi di quella normalità che l’emergenza sanitaria aveva tolto in modo improvviso. “Speriamo di non essere subito interrogato” afferma uno studente ad un suo amico esponendo i propri timori. Una pacca sulla spalla, un sorriso prima di varcare la porta. E poi ci sono i presidi, i docenti, i collaboratori, il personale scolastico. Settimane di incontri, monitoraggi, tensioni, preoccupazioni prima del momento tanto atteso. Sacrifici fatti per riaprire nella massima sicurezza possibile, conformandosi alle normative in auge. All’uscita fervono i racconti – a genitori e nonni - le emozioni provate di una giornata comunque da ricordare.

Il trasporto degli studenti

Lo avevamo raccontato qualche giorno fa. Alcuni genitori non hanno provveduto ad iscrivere i propri figli, entro la data stabilita del 4 settembre, al trasporto scolastico locale. I motivi sono disparati: chi era in vacanza, chi invece non era al corrente della scadenza o magari per propria dimenticanza. Alla fine diversi ragazzi sono rimasti a piedi senza poter usufruire del servizio. Riaprire i termini di iscrizione, dopo naturalmente aver fatto tutte le valutazioni del caso, potrebbe essere una buona soluzione in tal senso.  

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