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Profondo rosso Asm, insorgono le minoranze: "Ennesimo fallimento. Dimissioni immediate del presidente"

Il passivo della multiservizi in capo al comune di Terni ha fatto registrare nell'ultimo bilancio una esposizione debitori di oltre 118 milioni di euro. Dure le minoranze di Palazzo Spada: "Ennesimo fallimento politico di Latini"

Dopo l'approfondimento di Terni Today che ha messo sotto la lente di ingradimento l'ultimo bilancio disponibile, quello del 2019, dell'Asm, non sono mancate le reazioni, in particolare delle minoranze del consiglio comunale ternano. 118 milioni di euro di debiti, un passivo importante contratto con istituti di credito e fornitori. Ma anche Tfr non corrisposti e fondi per rischi e oneri.

Un dedalo intricato e problematico che giustifica la necessità di un solido partner finanziario cui cedere non solo quote societarie ma passività da risanare. Questo il quadro da brividi restituito dal bilancio che ha infuocato la polemica inaugurata da una nota congiunta dei capigruppo del Pd, Movimento 5 Stelle e Senso Civico: "Con la drammatica situazione di ASM siamo di fronte all'ennesimo fallimento politico dell'amministrazione Latini. Il più grande patrimonio pubblico dei ternani sarà presto svenduto in barba a tutte le promesse fatte fino ad oggi dalla Lega.

Sembra che l'ASM - proseguono i capigruppo di opposizione - sia sull'orlo del precipizio e prima di procedere con una scelta così determinante sul patrimonio pubblico della città si dovrebbe procedere ad un percorso di trasparenza. C'è voluta invece una richiesta di convocazione alla terza commissione da parte delle minoranze per evitare che le regole di questa operazione fossero stabilite solo dopo l'espletamento del bando.

Quindi, la stoccata al primo cittadino e la richiesta di dimissioni dei vertici della municipalizzata: "Il sindaco Latini dovrebbe prima di tutto procedere a rimuovere i vertici di Asm da lui stesso nominati, che hanno fallito nel compito di rilanciare l'azienda come promesso all'atto della nomina del nuovo presidente, persona di fiducia del sindaco Latini che avrebbe dovuto portare 'esperienza e managerialità' in Asm. Invece, in due anni le cose sono sensibilmente peggiorate. Dimissioni che dovranno avvenire non prima però di pubblicare il bilancio dell'azienda relativo al 2020 di modo che i cittadini ternani possano giudicare la gestione dell'ultimo esercizio e le azioni apportate in termini di 'esperienza e managerialità' da parte del nuovo presidente.

Dicono che non si tratta di una vendita - proseguono i capigruppo di minoranza -, ma di un aumento di capitale. È chiarissimo, invece, che chi prenderà il 49% delle quote vorrà logicamente mettere mano al riassetto della società. 
Quindi, dopo le dimissioni del presidente di ASM, prima di parlare di svendite sarebbe opportuno che qualcun altro prenda il timone della municipalizzata e valutare un'azione di rilancio. 

La vendita del 49% delle quote è un un colpo al cuore della città - concludono -, un tentato blitz in cui si è cercato di agire di soppiatto, cercando di evitare chiarimenti o discussioni"

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