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Case, spazi verdi, un caffè letterario e aule didattiche: così rinasce l’ex lanificio Gruber

Il progetto del Comune di Terni per la riqualificazione dello storico e degradato quartiere cittadino. L’assessore Salvati: alloggi a canone calmierato e un progetto e che prova a dare una risposta concreta all’esigenza sempre più sentita di un nuovo modo di abitare insieme

Si chiama “Gruber social housing Terni – Dai fili del vecchio lanificio al tessuto urbano per un nuovo modo di abitare insieme” ed il progetto attraverso il quale l’amministrazione comunale intende riqualificare la storica e degradata area dell’ex lanificio Gruber. “A cent’anni esatti dalla realizzazione di Città Giardino, quartiere per l’epoca all’avanguardia, Terni non si ferma, anzi rilancia con un progetto importante – spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici, Benedetta Salvati, che illustra i dettagli del piano in un post sulla sua pagina facebook - Un progetto che mira a realizzare un nuovo quartiere, o meglio un quartiere estremamente innovativo in una parte della città oggi in completo degrado. Soprattutto, un progetto che prova a dare una risposta concreta all’esigenza sempre più sentita di un nuovo modo di abitare insieme, in maniera rispettosa dell’ambiente, aiutandosi a vicenda, sperimentando e utilizzando gli strumenti e le opportunità più al passo con i tempi”.

Le risorse necessarie alla rinascita dell’area Gruber potrebbero arrivare dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, per il quale sono previsti complessivamente, a livello nazionale, 853,81 milioni di euro fino al 2033.

“La proposta del Comune di Terni – spiega Salvati - punta su temi importanti e attuali come la transizione ecologica e l’innovazione sociale, la sostenibilità e l’edilizia ecocompatibile e prevede un nuovo quartiere residenziale sociale dotato di spazi ad uso comune, collegato funzionalmente con i servizi di prossimità, in chiave totalmente smart e green”.

“L’intervento – prosegue l’assessore - intende rigenerare l’area dismessa fortemente degradata attraverso una generale ri-funzionalizzazione, recuperando immobili di grande pregio storico e architettonico, senza ulteriore consumo di suolo e la forma del social housing rappresenterà un’opportunità per aumentare l’offerta di alloggi in locazione a canone calmierato. Nel progetto si mettono a disposizione di chi abiterà nelle nuove strutture una serie di servizi innovativi: gestione comune dell’energia, gestione comune dei rifiuti (anche attraverso il compostaggio di comunità), car sharing, aree comuni di lavoro e di svago, con innovativi strumenti di partecipazione e collaborazione, come ad esempio il portierato sociale. Nel progetto sono inoltre stati previsti: spazi per gli orti urbani, rain garden (verde tecnologico), playground, una passerella sul fiume per l’accesso al parco fluviale”.

“Inoltre potrà essere realizzato un edificio destinato a centro documentazione sulla sostenibilità ambientale con una eco-ludoteca, aule didattiche per le scuole e a anche un caffè letterario verde oltre a spazi per alcune attività commerciali di prossimità”.

Uno dei punti di forza del nuovo quartiere viene riassunto da Salvati attraverso il concetto della “città dei 15 minuti”, ossia la possibilità “di poter fruire di una serie di servizi che consentano una elevata qualità della vita, a poca distanza dalla propria abitazione”.

“Mi rende fiera sottolineare è che alla formulazione della proposta hanno aderito: la questura di Terni, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale dell’Umbria (Ater), l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), l’Asm Terni, l’istituto comprensivo Anastasio De Filis, l’istituto tecnico economico e professionale per i servizi Casagrande-Cesi”.

“È doveroso ringraziare, per l’entusiasmo e la professionalità, tutti i dipendenti comunali delle direzioni coinvolte e in particolare quelli della direzione lavori pubblici coordinata dall’architetto Piero Giorgini. Non ci rimane che attendere che il ministero ci comunichi il finanziamento del progetto facendo presente che la stessa proposta sarà presentata anche alla regione dell’Umbria tra i progetti che potrebbero essere proposti al governo finanziabili dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in quanto risulta pienamente centrato rispetto a missioni e obiettivi riportati sul piano stesso”.

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