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Mercoledì, 26 Giugno 2024
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Nuova attività a Terni: “Rendere normale ciò che sembra diverso agli occhi degli altri. Un dovere restituire qualcosa di bello alla comunità”

La famiglia del piccolo Leo ha inaugurato un risto-bar culturale per consentire ai bambini con disabilità di potersi esprimere negli spazi del locale

Un progetto creativo dal forte impatto sociale, tante idee in cantiere con l’ambizione di creare un luogo del cuore per tanti bambini con disabilità e normodotati. Domenica 2 luglio ha inaugurato, nella semiperiferia della città, il risto-bar culturale Arcobaleo, a cura della famiglia del piccolo. Una giornata particolare poiché coincidente con il compleanno di Leo a cui è stata dedicata l’attività e tutte le iniziative che verranno organizzate.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it la famiglia racconta la bontà del progetto: “Abbiamo pensato ad un risto-bar culturale per destinare ai ragazzi, bambini con disabilità degli spazi ricreativi per potersi esprimere. Spesso l’errore che viene commesso è quello di ‘parcheggiare’ il bambino in una sorta di campana di vetro, annullando di fatto la propria voglia di vivere. Leo ha partecipato a tantissime attività ed è nostro intento proseguire su questa strada. Il segreto? Trattarlo come un bimbo normale”.

Arcobaleo in primis raccoglie una pluralità di iniziative: “I laboratori – tengono a precisare i familiari – sono aperti a tutti con unica particolarità. Per i bambini con disabilità l’ingresso è gratuito. Sono molteplici le collaborazioni. L’associazione IriIri che si occupa di psicomotricità e disabilità di genere. Inoltre Rieti Danza Africa a cui è dedicato lo spazio di musicoterapia e gioco-danza. La Compagnia di Piediluco con particolare dovizia per il teatro. Ed ancora i volontari, il sostegno degli scout di Sant’Antonio per i giochi pomeridiani. I genitori hanno l’opportunità di relazionarsi con operatori professionisti, anche per avere qualche consiglio utile. Sono in programma delle serate per adulti. Possiamo contare sulla professionalità di Marighela Fiaschini, direttrice artistica alla quale spetta il compito di organizzare le iniziative serali.

Perché risto-bar culturale: “Pittura, musica, danza, letture per offrire opportunità di variegata natura. Inoltre l’obiettivo è fornire un giusto compromesso tra ciò che offriamo e quello che facciamo pagare. Siamo apertissimi ad allargare le collaborazioni con ulteriori associazioni – precisano – poiché i nostri sono spazi aperti a tutti”. La figura di Leo è centrale per la famiglia: “Il giorno del suo compleanno, coincidente con l’inaugurazione, sono arrivati da Narni gli arcieri, gli sbandieratori ed il gruppo musici di Mezule. L’obiettivo è quello di rendere normale ciò che sembra diverso, agli occhi degli altri. Ci ragionavamo da un anno e mezzo e dopo aver ricevuto tanto dalla città, dalla comunità ternana, volevamo restituire un qualcosa di bello. Un qualcosa di doveroso. Le persone – affermano – sono solidali, esprimono affetto e bene anche se non si rapportano nel modo adeguato con il mondo della disabilità”.

Largo anche e soprattutto ai giovani: “A loro è rivolto, in particolar modo, il nostro locale. Possono venire a suonare, organizzare la serata, fare animazione. Mettiamo a disposizione anche degli strumenti musicali. Insomma ogni sera c’è qualcosa da fare tra attività culturali e ricreative. L’entusiasmo – concludono – è pari alla voglia di permettere a Leo di godere appieno di tutto ciò che viene pensato, all’interno del risto-bar”. Complimenti davvero!

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