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foto conferenza

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Qualità dell’aria a Terni: “Trend in miglioramento”. Latini: “Tema affrontato senza un approccio credibile in passato”

Alla conferenza stampa di Arpa Umbria hanno presenziato il direttore regionale Luca Proietti, l’assessore regionale Roberto Morroni ed il sindaco Leonardo Latini

“L’Umbria deve essere il cuore verde d’Italia. Per riuscirvi il ruolo di Arpa è fondamentale”. L’assessore regionale Roberto Morroni, ha aperto la conferenza stampa, che si è svolta presso la sala convegni dell’agenzia nel corso della mattinata. Successivamente il primo cittadino Leonardo Latini ha sottolineato come la città: “Da sempre si è dovuta confrontare con le tematiche legate all’ambiente. A tal proposito – ha ricordato Latini – è importante che Arpa assuma un ruolo centrale e di vicinanza per il comune. Un tema spinoso affrontato senza un approccio credibile in passato. I dati sono accettabili e gli ultimi monitoraggi ci fanno piacere e ben sperare per il futuro”.

Durante la conferenza sono state presentate due indagini. La prima fa riferimento all’anno 2019 dove non si sono superati i limiti, un aspetto positivo rispetto agli anni precedenti. Per ciò che concerne le PM10 si è mantenuto un trend sotto la soglia dei trentacinque sforamenti, escludendo i quattro verificatisi a causa dell’intrusione sahariana. Rispetto al resto della regione però i dati di Terni sono più alti. Anche per il traffico i valori sono rientrati sotto il limite. Un trend in miglioramento anche per il nichel con drastica riduzione emersa nella stazione di Prisciano, particolarmente interessata da tali tipi di monitoraggi. Inoltre è stato ricordato come le condizioni meteo possano influire, in tal senso, sui rilevamenti. Nel corso del 2020 infatti i venti giorni di inversione termica hanno provocato diversi superamenti dell’asticella.

Analisi durante il lockdown

Particolarmente interessante “Qualità dell’aria ed emergenza Covid-19” ossia il lavoro presentato durante il convegno. La sospensione di quasi tutte le attività, eccetto quelle essenziali, ha consentito di poter effettuare dei campionamenti senza precedenti. A Terni lente di ingrandimento su le centraline di Borgo Rivo e via Carrara classificata come urbana da traffico ma fortemente influenzata dalle emissioni del polo siderurgico. Le polveri sottili non hanno risentito del blocco anche perché influenzate, oltre che dalle emissioni, dalle condizioni meteo. Ad esempio, nella giornata del 29 marzo in pieno lockdown, le intrusioni della sabbia sahariana hanno fatto raggiungere in città una media generale di 50. Gli altri mini periodi enunciati sono stati quelli del 6-13 aprile e 14-15 maggio. I benefici della chiusura riguardano il biossido di azoto che ha visto una sensibile riduzione, pari al 70%, rispetto all’anno precedente.

Un altro indicatore dragato è quello relativo ai metalli. I risultati ottenuti hanno evidenziato una drastica diminuzione nella conca ternana dove le concentrazioni di cromo, nichel, piombo, rame e molibdeno ha seguito le varie fasi di attività del polo siderurgico. Il livello si è infatti abbassato nell’arco temporale successivo al blocco dell’area a caldo e di parte di quella a freddo per poi risalire progressivamente dal 6 aprile con la riapertura dapprima di quella a freddo e successivamente quella a caldo.

INTERVISTA A LUCA PROIETTI DI ARPA UMBRIA  

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