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Rifiuti, Palazzo Spada pensa alla “rivoluzione”: stop al porta a porta, arrivano i cassonetti di quartiere

Amministrazione comunale al lavoro su una modifica al sistema di raccolta dell’immondizia. Il sindaco Stefano Bandecchi: “Capita a volte che i bidoncini restino lì per giorni”

Il Comune di Terni potrebbe accelerare su una “rivoluzione” nel sistema di raccolta dei rifiuti. Ne ha parlato qualche settimana il sindaco, Stefano Bandecchi, parlando di alcune criticità. “Capita a volte, ad esempio – dice raggiunto al telefono – che i bidoncini restino lì anche per un paio di giorni prima di essere raccolti”.

Secondo i dati diffusi nelle scorse settimane da Arpa Umbria, nel primo trimestre 2023 Terni ha superato la quota del 77 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti, raggiungendo il picco dell’80 per cento lo scorso mese di luglio. Il dato generale del 2022 dice che in città sono state prodotte 48.709 tonnellate di immondizia, pari ad una produzione pro capite di 454,5 chilogrammi per ogni residente. rispetto al totale, i rifiuti differenziati ammontato a 37.220,2 tonnellate, ossia circa il 76 per cento del totale. Nonostante le ottime performance (l’obiettivo regionale era del 75 per cento di differenziata) e il costante decremento della quantità di immondizia prodotta, la bolletta dei rifiuti a Terni resta tra le più alte a livello nazionale con una media di 314 euro a famiglia ogni anno.

Nei giorni scorsi, l’assessore comunale all’ambiente, Mascia Aniello, ha preso carta e penna e scritto ad Asm chiedendo di mettere in atto quanti più strumenti possibili per “contrastare l’evasione della Taric, nonché l’abbandono incontrollato dei rifiuti, facendo riscontri incrociati”.

“C’è bisogno di un rilevante intervento al fine di ridurre fortemente l’evasione della tassa rifiuti, salvaguardando anche il portafogli delle tantissime persone corrette che pagano regolarmente, tutelando al contempo anche decoro e igiene pubblica. In particolare, chiedo di attivare controlli incrociati sulle bollette elettriche e idriche, nonché quant’altro tecnicamente utile a stanare proprietari e inquilini che cavalcano questo grave fenomeno, con locazioni in nero e altre vicende poco commendevoli”.

Conti e discariche abusive sotto la lente, ma anche la possibilità di rivedere il complessivo sistema di raccolta. E tra le ipotesi in fase di approfondimento c’è anche quella di superare il sistema di raccolta porta a porta che, oltre ad essere costoso, avrebbe anche alcune lacune. Al posto dei bidoncini da lasciare fuori dalla porta di casa secondo un calendario ben preciso, si starebbe pensando anche alla possibilità di far tornare i cassonetti in strada.

Ma non i vecchi raccoglitori, ma sistemi smart da azionare attraverso apposite tessere o tramite il codice fiscale così da registrare in maniera puntuale anche la qualità e la quantità di rifiuti conferiti, in modo tale da incidere anche sui costi effettivamente sostenuti. Cassonetti di quartiere come sono presenti ad esempio in diversi comuni della Toscana, come quelli che dal 2024 dovrebbero arrivare a Genova o come quelli che, ancora, da qualche mese sono in servizio a Roma, pur senza essere riusciti a risolvere il problema della “monnezza” Capitale.

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