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Domenica, 2 Ottobre 2022
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Ricostruire la casa di un amico o aiutare un bambino a “scappare”: ecco per cosa i ternani chiedono soldi

Le raccolte fondi promosse sulle principali piattaforme online, dalla start-up che vorrebbe realizzare un documentario naturalistico al ragazzino che deve pagare una multa (e l’avvocato) per guida senza patente

Il grandissimo albero del web ha avuto tra i suoi “rami” quello delle raccolte fondi online. Sulle piattaforme dedicate ognuno “carica” la sua necessità. Si fissa un obiettivo da raggiungere. E poi si spera che il progetto, la richiesta o l’emergenza si diffondano e qualcuno, o più di qualcuno, contribuisca alla causa.

Ma per cosa si chiedono i soldi? I ternani che avviano raccolte fondi, per cosa lo fanno? Alcune campagne sono abbastanza note. Ne venne promossa una per sostenere la famiglia a cui un incendio aveva distrutto la casa e tutto quello che conteneva, nel luglio del 2021 nel quartiere Cardeto. Diverse le richieste di sostegno economico per aiutare chi magari deve cominciare un complesso e costoso percorso medico e non ha i mezzi per sostenere la spesa.

Molto spesso, gli intenti restano così “nobili”: c’è chi ha chiesto ad esempio di contribuire alle spese che una famiglia avrebbe dovuto sostenere per riparare la casa dopo un “terribile incidente”, ma non ha ottenuto fondi. C’è chi chiede casa per sé e per realizzare un progetto in favore di bimbi disabili, ma non avendo tutte le risorse disponibili, ha esteso l’appello a contribuire attraverso lo strumento delle raccolte online.

A volte però, gli obiettivi sono molto più “bassi”. “Ciao sono un ragazzo di 17 anni che vuole trovare dei soldi per fare una vacanza quest’estate”. Obiettivo, mille euro. Raccolti: zero. “Ho aperto questa raccolta fondi perché ho subito una multa per guida senza patente e furto d’auto e sono un minorenne (16 anni). Non posso pagarla perché, appunto, sono minorenne e la mia famiglia è molto povera e non riusciamo a coprire l'intero importo anche se usassimo tutti i fondi che possediamo”. Obiettivo, settemila euro. Raccolti, zero. E nel frattempo sono passati quasi due anni.

Molte raccolte fondi vengono aperte da persone che dichiarano di essere in una condizione economica precaria. Come il quarantenne ternano che racconta di avere visto “andare a rotoli” tutta la sua vita – compreso il lavoro - dopo un grave lutto e che ora chiede un aiuto per rimettersi in piedi. Ci sono famiglie, molte, che si affidano a questo strumento chiedendo supporto per vivere una vita “decorosa”. Qualche settimana fa, una mamma di Perugia, aveva avviato una raccolta fondi per comprare il mobilio della casa. L’appello della donna – che vive assieme a figli e marito con uno stipendio bassissimo – è stato raccolto da Terni col cuore.

Molte delle raccolte restano però vuote. Compresa una che in particolare ha attirato su di sé la nostra attenzione. In particolare per il titolo: Aiuta Nicolai a scappare. Leggendo però si scopre che la richiesta arriva da chi sta “trasportando in Italia dall’Ucraina un bambino malato”. Obiettivo, centomila euro. Raccolti, zero.

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