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"Raccontiamoci", il diario di bordo firmato dai ragazzi del liceo Angeloni al tempo della pandemia

Sono 65 gli studenti coinvolti nel progetto sostenuto dalla prof.ssa Manola Conti e dedicato agli adolescenti: "Hanno un gran bisogno di essere ascoltati ma non solo in ciò che riescono a gridare, ma anche solo sussurrando o quello che non riescono a dire"

Una sorta di Zibaldone firmato da 65 ragazzi, alunni dei licei a inndirizzo musicale ed economico sociale dell' "Angeloni" di Terni. Un progetto, coordinato dall prof.ssa Manola Conti e basato sull'ascolto dei giovani studenti, che avrà come epilogo la pubblicazione di un libro dal titolo "Raccontiamoci. Diari dei ragazzi del liceo Angeloni" che verrà presentato, in modalità mista, il prossimo mercoledì 26 maggio. 

"Per prima cosa - dice la prof.ssa Conti - è il far sentire che la scuola c’è sempre anche nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo e questo mostrando resilienza, reinventando la didattica, e quindi tentando di colmare un inevitabile disorientamento dei nostri studenti. In realtà ci siamo rimessi tutti in gioco, imparando, studenti e docenti, come poterci continuare a rapportarci in maniera significativa e costruttiva".

Un progetto ambizioso e corale, che ha visto il sostengo dell’ufficio scolastico regionale e il patrocinio della Biblioteca comunale di Terni, i Lions Club ed il Rotary Club: "Non volevamo far sentire soli, e a casa, i ragazzi - prosegue Conti -, senza interazione neanche con i propri compagni di classe. Il progetto, avviato da settembre 2019, ma ricalibrato alle esigenze scaturite con l’epidemia, ha consentito spazi di ascolto, inclusione, confronto interpersonale. Rapportarci con il Covid è stato un raccontarci come lo stiamo vivendo, emozioni e pensieri di fronte a difficoltà nuove".

Al centro del progetto, quindi, una attenzione specifica alla vita dei ragazzi, in particolare gli adolescenti. Proprio loro, secondo la prof.ssa Conti, "Hanno un gran bisogno di essere ascoltati ma non solo in ciò che riescono a gridare, ma anche solo sussurrando o quello che non riescono a dire. I giovani hanno bisogno di essere riconosciuti, sentirsi protagonisti delta loro vita, supportati ed incoraggiati».

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