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Storia di Terni, alla riscoperta di Capri: “Insenature, rocce calcaree, spiagge fluviali ed una piscina naturale. Una meraviglia”

Il racconto di Samuele Marroni che si è prodigato per far rinascere un tratto di percorso del fiume Nera a molti sconosciuto quanto inesplorato

Un paesaggio suggestivo, inesplorato e per anni anche dimenticato. Il giovane Samuele Marroni si è prodigato per far rinascere il percorso che costeggia un tratto di fiume Nera, il quale collega il ponte di Santa Maria Maddalena e quello di Cervara. A tal proposito, nei giorni scorsi, il gruppo grotte Pipistrelli del CAI in collaborazione con ‘Mi Rifiuto’ hanno completato un lavoro di pulizia che ha interessato proprio l’infrastruttura di Santa Maria Maddalena.  

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it Samuele ne delinea gli elementi distinguenti: “Il segmento di fiume Nera in questione veniva chiamato ‘Capri’ dai ternani, fin dai primi anni cinquanta. Era frequentato anche per fare il bagno. Tuttavia questa abitudine si è persa con il tempo, a partire dalla fine degli anni ottanta”. Alcune peculiarità: “Sono presenti delle rocce calcaree dalle forme più variegate. Il corso d’acqua crea delle vere e proprie insenature, dando vita ad angoli davvero suggestivi. La roccia presenta degli archi meravigliosi. A metà del percorso è presente una piscina naturale. Inoltre si possono contare quattro spiaggette fluviali ed una cascatella, sotto il ponte di Cervara”.

Secondo Samuele: “A livello paesaggistico è quanto di meglio possa offrire la città, solo dopo la cascata delle Marmore. Inoltre – aggiunge – rispetto ad altre bellezze naturali come il lago di Piediluco si trova ad appena due chilometri dal centro”. Come nasce l’interesse per questo sentiero: “Dodici anni fa ho avuto l’opportunità di fare un’escursione con la scuola. Inoltre abito a pochi chilometri e pertanto ad inizio anno ho pensato di muovermi in autonomia, prodigandomi per renderlo fruibile agli escursionisti”.

Il coinvolgimento di Mi Rifiuto e del gruppo grotte Pipistrelli del CAI: “Era nel più totale abbandono. Dopo aver aperto una traccia è stato possibile procedere con interventi di bonifica significativi. Il sentiero è diviso in due tronconi. A metà si allinea sul percorso dove transiterà la ciclabile con partenza da vocabolo Staino per poi rientrare nel bosco. Occorre specificare che il tracciato che verrà realizzato passerà sopra, pertanto non sarà possibile ammirare tutto il paesaggio, nella sua interezza. La lunghezza complessiva, tra andata e ritorno, è di circa quattro chilometri. Ho provveduto – conclude – ad inserire una segnaletica provvisoria. Dopo due mesi posso affermare con certezza che è stato utilizzato da escursionisti provenienti anche da fuori provincia. Sono rimasti tutti meravigliati da cotanta bellezza”.

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