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Un ternano a Wembley per Italia-Spagna: “Grande civiltà sugli spalti. Al rigore di Jorginho è partito un ‘A casa a casa’

Il racconto di Cristiano Busco professore Ordinario di Controllo di Gestione alla Luiss di Roma ed alla Roehampton University di Londra e le emozioni vissute all’interno del tempio del calcio

foto tratta da facebook

Una serata da ricordare, in attesa dell’appuntamento più importante datato domenica 11 luglio. A seguito di una partita palpitante, confluita ai calci di rigore, la nazionale dell’Italia si è qualificata alla finalissima di Euro 2020, superando ai calci di rigore la Spagna. A Terni, come in altre città della penisola, è scoppiata la festa tra cortei, caroselli, entusiasmo dilagante. Dal capoluogo direttamente allo stadio di Wembley dove Cristiano Busco, professore Ordinario di Controllo di Gestione alla Luiss di Roma ed alla Roehampton University di Londra, ha potuto seguire da vicino le gesta di Bonucci e compagni.

“Sono ovviamente originario di Terni – esordisce il professore alla nostra redazione di www.ternitoday.it - e con mia moglie, otto anni fa, abbiamo deciso di far vivere un’esperienza internazionale ai nostri figli. La metropoli di Londra, vista anche la possibilità di rendere i ragazzi realmente bilingue, è stata una scelta consapevole che abbiamo fatto senza esitazioni” La decisione di seguire da vicino gli azzurri: “I nostri figli, soprattutto Tommaso il più ‘grande’, hanno costantemente bisogno di occasioni per ribadire il loro concetto di essere italiani. In occasione della gara contro l’Austria mia moglie lo ha accompagnato, mentre con la Spagna sono andato io. Paradossalmente è stato molto più complicato trovare il biglietto per la partita con l’Austria, rispetto a quello per la partita con la Spagna, visto che Wembley aveva una capienza ancora molto ridotta per gli ottavi. Per Italia-Spagna, vista anche l’impossibilità per i tifosi di viaggiare per la partita, sono riuscito ad acquistare il biglietto sul sito dell’UEFA. Fortissime sono state le emozioni nelle fasi antecedenti la partita. Mio figlio non credeva ai propri occhi, visto il numero di italiani e spagnoli presenti e la possibilità di vedere live la semifinale della sua Italia all’Europeo”.

Il racconto di una serata indimenticabile: “Abbiamo seguito la partita in un settore equivalente ai Distinti A del Liberati. Il biglietto ci assegnava un posto vicino al settore dei tifosi spagnoli. Progressivamente, sfruttando i posti liberi, ci siamo avvicinati al centrocampo. Alla marcatura di Chiesa è partita una gran festa. Nulla in confronto al rigore liberatorio di Jorginho. Avevo detto a mio figlio che difficilmente una squadra passa due turni consecutivi ai rigori. Per fortuna nostra così è stato per la Spagna. Detto questo – tiene a precisare Cristiano - grande civiltà mostrata sugli spalti con i tifosi italiani e spagnoli seduti fianco a fianco e liberi di esultare e sfottersi senza grandi problemi. Ecco questo non credo sarà facilmente replicabile, contro l’Inghilterra, in finale”.

Il momento più emozionante: “Ovviamente i rigori. Tensione alle stelle. Vicino a noi c’era una coppia di spagnoli piuttosto ruspanti che si è scatenata in occasione del primo rigore sbagliato da Locatelli, e di quelli segnati dalla Spagna urlandoci di tutto, seppur in maniera ‘simpatica’. Abbiamo abbozzato ma quando Jorginho ha segnato il rigore decisivo è partito un ‘a casa, a casa’ correlato dalla tipica gestualità italica che visualizzava bene il concetto.” Focus sulla finalissima: “Non andrò poiché sarà impossibile trovare i biglietti. Inoltre credo che l’ambiente sarà un filino più complesso da gestire. Tuttavia sto pensando di svoltare da nord a sud di Londra e andare a vedere la semifinale di Matteo Berrettini, a Wimbledon. Londra, in questi giorni magici, è anche questo per noi Italiani”.

Infine un pensiero sul periodo pandemico vissuto: “Ha sorpreso tutti. Al di là e a complemento della gestione dei lock-down, delle vaccinazioni e delle riaperture, la grande differenza qui l’ha fatta e la sta facendo il grande supporto dello stato a cittadini e imprese. In Inghilterra dopo poche settimane i lavoratori autonomi e le imprese hanno ricevuto sostegni importanti (pari all’80% dello stipendio fino a 2.500 sterline per i dipendenti, e a buone percentuali di fatturato per le aziende) che hanno consentito ai cittadini di guardare alle scelte del governo con molta più tranquillità. Credo che – conclude Cristiano - la differenza principale con l’Italia, sia stata e sia questa”.  

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