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Ragazza stuprata al Chico, la violenza social incontrollabile diventa triste routine

Ancora una volta ci troviamo di fronte a decine di commenti che ci hanno lasciato con la bocca aperta

Siamo rimasti “Senza parole” evocando una nota canzone di Vasco Rossi, dai contorni desolatamente tristi. Non è la prima volta, e purtroppo non sarà l’ultima, di ritrovarci a cancellare decine di commenti su facebook sotto i nostri articoli. L’episodio in questione richiama la violenza subita da una ragazza di 19 anni, la notte tra sabato e domenica scorsa, al Chico Mendes durante una festa in discoteca. Un ‘evento’ drammatico sul quale si farebbe fatica immensa a descriverne sommariamente l’accaduto, a maggior ragione commentare. Eppure diversi utenti non la pensano così: è iniziato un processo mediatico inesorabile, becero, ignobile senza neppure conoscere cosa sia realmente avvenuto. Cosa è accaduto e perché giudicare? E’ compito delle forze dell’ordine che stanno effettuato le indagini e svolgendo appieno tutte le loro funzioni, il nostro è soltanto riportare i fatti nell’oggettività delle cose. Per il resto cosa commentare? Una violenza subita da una giovane che ora ne patirà tutte le conseguenze del caso. Un dramma vero, autentico, dove nessuno potrà lontanamente immaginare il dolore provato, se non la vittima di questo sopruso. Eppure pare non essere così, perché –purtroppo - i social network danno voce e fiato (seppur virtuale ndr) a tutti, lasciano il diritto di parola andando ad affondare nella tastiera del proprio pc o smartphone tutte le proprie frustrazioni. Non è così: almeno nel nostro portale, nei limiti del possibile. Preferiamo perdere qualche decina di visite piuttosto che permettere di insultare, insultarsi ed infangare una situazione dove c’è solo una vittima a rimetterci: la ragazza. E se la giovane avesse letto quei commenti? E se li avessero letti qualche amica o qualche famigliare prima del nostro repulisti? Pensarci non una ma cinquecento volte sarebbe auspicabile, soprattutto perché i rischi ed i danni sono incalcolabili, sotto tutti i punti di vista. Avere un account non basta, occorre essere in grado di saperlo e sapersi gestire.

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