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Il rapper ternano AimaD protagonista al concerto di Sangiovanni: “Mi sono sentito a casa. Una grande boccata di ossigeno”

Il giovanissimo artista ha avuto l’opportunità di salire sul palco dell’Anfiteatro Fausto: “Sono stato accolto bene dal pubblico ricevendo delle risposte che mi hanno fatto enormemente piacere”

Una bella vetrina per farsi conoscere ulteriormente ed apprezzare. Ad aprire il concerto di Sangiovanni, domenica 29 agosto, ci ha pensato AimaD ossia Damiano Bonaventura giovane rapper ternano. Il suo percorso professionale è iniziato tre anni fa quando ha smesso i panni di portiere del Campitello, per cimentarsi in questa nuova avventura. Dai primi successi “Il cielo non c’è” e “Ciò che sarà”, entrambi prodotti da D4D, fino ad “Ilary” un testo molto coinvolgente il quale ha catturato l’attenzione dei media. Nel 2019 ha pubblicato il primo album ossia “La follia dell’esistere” ed è stato selezionato come opening act di Mahmood, in occasione del concerto di Spoleto. Poco più di un mese fa, a Civitanova Marche, ha avuto l’opportunità di aprire la performance di The Kolors dopo aver prodotto “The soldier mixtape”. Ragazzo emergente ma con già alle spalle diverse esperienze pregresse maturare. A questo punto c’è soltanto da lasciare spazio alle emozioni provate ed il racconto di una serata da ricordare. Le sue impressioni raccolte dalla nostra redazione di www.ternitoday.it.

Il debutto ufficiale a Terni: “Una bellissima serata – esordisce AimaD – con grande coinvolgimento da parte del pubblico presente. Questa opportunità è nata negli ultimi giorni prima del concerto. Purtroppo, dopo l’emergenza sanitaria che ha cancellato tutti i live, occorre farsi trovare pronti all’evenienza poiché al momento il settore è un poco bloccato, in attesa di ulteriori sviluppi. Sono stato contattato dai promoter anche perché, probabilmente, a Terni penso di avere più identità rispetto agli altri, senza tuttavia reputarmi superiore a nessuno. Una immagine maggiormente definita che alla fine ha premiato, anche a cospetto della scelta adottata dagli addetti ai lavori”.

Il racconto di una domenica da ricordare: “La giornata è partita bene. Di solito mi reco sul posto, a partire dal pomeriggio presto. L’idea è quella di prendere confidenza con la location ed anche con chi si occupa dell’allestimento del palco. Ho potuto beneficiare della grande disponibilità del service. Al momento di salire poi sono stato accolto bene dal pubblico, il quale ha risposto altrettanto positivamente alle canzoni proposte. Una bella mezz’ora di sinergia e coinvolgimento”. Un piccolo aneddoto: “Quando ho annunciato l’ultimo pezzo è partito un ‘Nooo’ generale dalla platea. M’ha fatto enormemente piacere”. Una settimana di studio minuzioso prima dell’esibizione: “Insieme a me c’era Lorenzo Borseti ed il mio produttore e pianista; una sorta di piccolo complesso. Dopo aver presentato la prima traccia si è creato il giusto feeling. Quando mi ci metto riesco ad essere un soggetto da palcoscenico. La performance è andata a crescere, con un bellissimo applauso al momento del congedo. Sinceramente non me lo aspettavo. Tutti cercavano Sangiovanni - racconta AimaD - quando una ragazzina ha chiesto di scattare una foto insieme, è stato un ulteriore momento di soddisfazione”.

I pezzi interpretati: “Solo io; 4:15; Solider; Le mie le tue; Balla con me e Come mi vedi adesso, di prossima pubblicazione. Originariamente avevamo preparato una scaletta di otto canzoni. Poi ho rimodulato in corsa anche perché c’è stato modo di interagire con il pubblico, tra un brano e l’altro. L’aspetto preponderante – sostiene Damiano Bonaventura – è quello di aver colpito il target eterogeneo che assisteva. Ho dei testi ‘forti’ e la risposta è stata ottima”. E proprio dalle parole che escono le emozioni del giovane artista: “Propongo un tipo di musica dove i ragazzi sanno rispecchiarsi, possono riflettere e scoprire sensazioni simili a quelle provate dal sottoscritto. Credo di scrivere una tipologia di testi che può leggere chiunque. Sussiste quell’accenno di dolore il quale accomuna un po’ tutti, piccoli e grandi. Oltre ad essere uno sfogo è anche un divertimento. Non scrivo storie inventate da qualcun altro”.

La pandemia ha frenato l’escalation di AimaD: “Potevo fare quel salto di livello auspicato. Mi sono ritrovato con le ruote bloccate. Dopo tanto tempo di attesa, lo scorso 24 luglio, sono salito sul palco per l’opening act ai The Kolors. Poiché sono molto esigente ed autocritico non è andata come volevo. Ne ho approfittato, in questo mese di distacco, per riordinare le idee e ricaricarmi. All’Anfiteatro mi sono sentito a casa ed è stata una bella boccata di ossigeno”. Infine una curiosità: quali le soddisfazioni più grandi che hai ricevuto fin qui?: “Devono ancora arrivare, ne sono sicuro” afferma AimaD al quale naturalmente auguriamo un grande in bocca al lupo, per il suo percorso professionale.

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