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Terni, Serena è la regina del pampepato: “Un bis inatteso quanto sorprendente. Le modifiche hanno fatto la differenza”

Ad aggiudicarsi la prestigiosa ‘cucchiara’ di legno, al termine del concorso organizzato dal Met, è stata Serena Chiavolini

Una doppietta in sequenza, verificatasi in precedenza una sola volta al termine del concorso del ‘Met’, dedicato al pampepato. Ad aggiudicarsi la prestigiosa ‘cucchiara’ di legno, per la seconda volta consecutiva, è stata Serena Chiavolini. Dal 2008, anno in cui è stato istituito, non era mai capitato nell’albo d’oro. A convincere la giuria composta da giornalisti, medici, rappresentanti dell’accademia della cucina, Confcommercio, Confartigianato alcuni preziosi dettagli che hanno fatto la differenza.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it Serena racconta la sua esperienza: “Avevo già partecipato in tre pregresse edizioni. Al termine delle prime due non era andata granché bene. Così ho pensato di modificare la ricetta, pur mantenendo tutti gli ingredienti tipici del pampepato e gli accorgimenti si sono rivelati vincenti, grazie ai consigli recepiti e, magari, anche qualche critica. Alla sottoscritta piace cucinare ed in particolare fare dei dolci sperimentando ed imparando. Ho pensato di partecipare, ancora una volta, senza obiettivi o particolari pretese.”

Le modifiche decisive: “Ho cambiato la proporzione delle spezie, aumentando leggermente la dose di cioccolato fondente per poi aggiungere un pizzico di pepe in più. Rispetto alle tradizionali procedure, dove vengono preparati in modalità ‘ad occhio’ ho minuziosamente centellinato ogni singolo ingrediente tarandolo con precisione”. Il concorso segue un iter consuetudinario: “Ognuno lo prepara da casa e ne porta due al Met. Nel corso della serata del 5 gennaio poi sono stati assaggiati tutti i pampepati. In totale ne sono stati presentati ventinove. Tutto ciò viene fatto in totale anonimato, assegnando poi dei punteggi”.

Cosa viene monitorato: “L’aspetto esteriore, il profumo, la consistenza, il taglio, il sapore. Insomma le note caratteristiche del pampepato. Durante l’assaggio nessuno dei concorrenti è presente in sala. In tarda serata sono stata avvisata da Andrea Barbaccia di aver conquistato il primo posto. Una bella soddisfazione aver vinto. Non era affatto facile confermarsi, poiché i partecipanti erano tanti e la qualità diffusa. Un bis inatteso quanto sorprendente”. Un aneddoto da raccontare: “Ho voluto acquistare il pepe nell’alimentari di Piediluco, il mio paese, poiché era davvero ‘pepato’. Lo scorso anno – ricorda – le richieste sono state molteplici. Tuttavia avevo terminato le scorte mentre stavolta mi sono munita di monoporzioni così ho accontentato tutti i palati”.

Alcune dediche: “Penso agli amici più stretti, le mie ‘cavie’ anche nella cucina più in generale, ai familiari. A tal proposito ricordo con grande piacere alcuni momenti dell’infanzia, in cui aiutavo la mamma a preparare i pampepati. Saliva in casa la bisnonna Margherita per aiutare a restituire la forma classica. La passione l’ho coltivata nel tempo, continuando a farli con la stessa ricetta. Le modifiche recenti poi hanno fatto la differenza, personalizzando al gusto della sottoscritta e delle persone che li hanno assaggiati”.

Infine la particolarità della cucchiara: “Può essere tenuta un anno per poi essere restituita, in previsione dell’evento. Ai vincitori resta la targa e la soddisfazione di aver vinto il concorso. Ora stanno installando la targhetta – conclude sorridendo Serena – poi la consegneranno alla sottoscritta”.

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