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Martedì, 23 Aprile 2024
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Terni, riorganizzazione della rete ospedaliera: “Un atto di controriforma. Il documento sancisce il tramonto degli ospedali di base”

Conferenza stampa del Forum Sanità del Partito democratico nella sala consiliare di palazzo Spada

Una conferenza stampa per fare il punto sul grande tema della sanità, mettendo in risalto le novità emerse dalla riprogrammazione della rete ospedaliera, delibera di recente approvazione. Il Forum della Sanità del Partito democratico ternano ha organizzato l’iniziativa svoltasi presso la location di palazzo Spada, alla presenza di Marina Serena, Fabio Paparelli, Riccardo Brunetta e Maria Grazia Proietti che ha moderato gli interventi. A presentare la conferenza il Consigliere comunale Pierluigi Spinelli.

Ad inaugurare gli interventi la consigliera Maria Grazia Proietti che ha dichiarato: “Siamo preoccupati fortemente sul tema sanitario, in ambito nazionale, regionale e territoriale. In tre ore di conferenza stampa la presidente Giorgia Meloni non ha dedicato una parola alla sanità ed al diritto alla salute”. Le criticità enunciate: “Liste di attesa ingovernabili, pronto soccorso in grave affanno sono evidenze certificate. Un terzo degli ultrasessantacinquenni hanno rinunciato alle cure per le lunghe liste di attesa. Inoltre non tutti possono rivolgersi alla sanità privata. La riorganizzazione della rete ospedaliera conferma un’assenza di una vera programmazione, emanando misure disorganiche. Manca l’organizzazione di una vera sanità pubblica alla quale il Pd mai rinuncerà. Dobbiamo ringraziare il personale sanitario per il lavoro fatto”.

A rimorchio il consigliere regionale Fabio Paparelli: “Siamo qui per confutare ciò che leggiamo quotidianamente e viene venduto come una grande riorganizzazione della rete ospedaliera, ben sapendo di una sanità regionale che versa in stato comatoso”. Alcune pillole riepilogative: “Il 30 dicembre 2022 la giunta ha adottato una delibera afferente alla riorganizzazione della rete ospedaliera. Successivamente è stato richiesto un parere al Ministero che si è pronunciato dopo circa un anno. In pratica il pronunciamento riguarda la delibera di centrosinistra del 2016. Poiché la popolazione è diminuita, in questi anni, era meglio fare riferimento a quel documento".

Ed ancora: "Mantenendo gli stessi posti letto se ne ricavano ottanta per il convenzionato privato, a scapito dei nosocomi pubblici. Inoltre viene annunciato il terzo polo, andando a penalizzare fortemente il territorio di Spoleto senza dimenticare la chiusura del pronto soccorso di Amelia, in modo definitivo. La delibera a valle della giunta regionale è del tutto arbitraria e discrezionale. Non troverete citazioni del progetto stadio-clinica nella delibera e nel parere. Nessun stadio può essere finanziato con un qualcosa di aleatorio. La città di Terni ha bisogno di un ospedale nuovo, una riorganizzazione del pronto soccorso oltre a ripristinare e potenziale il nosocomio”.

Spazio a Riccardo Brugnetta che ha definito la delibera un: “Atto di controriforma. Il documento sancisce il tramonto degli ospedali di base”. I numeri del nosocomio cittadino: “I posti letto disponibili attuali sono 540. Con la riorganizzazione si passa a 562 solo perché i ventidue in più evocano quei posti previsti nel corso dell’emergenza Covid, relativi alle terapie intensive. Pertanto non sussiste alcun incremento”.

Infine Marina Sereni: “La segreteria nazionale ha investito sulla difesa della sanità pubblica. A 45 anni dalla legge istitutiva del servizio nazionale vengono messi in discussione i pilastri del sistema ossia universalismo, equità, gratuità. Anche in una regione che poteva essere considerata una eccellenza vengono meno tali pilastri. A livello nazionale ci sono 4 milioni circa di italiani che rinunciano a curarsi. Altro campanello d’allarme riguarda il personale. Se mancano gli anestesisti non è possibile fare le operazioni. Infine la mobilità sanitaria passiva è cresciuta enormemente negli ultimi anni. L’Umbria era un posto ambito per venire a lavorare. Occorre una mobilitazione per spiegare i forti disagi ai cittadini.”

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