Riapertura delle scuole, una mamma scrive al sindaco Latini: “La fascia d’età compresa tra 0 e 6 anni è stata totalmente abbandonata”

Incognite ed incertezze ad ormai quindici giorni dalla ripresa dell’attività didattica in presenza per studenti e personale scolastico

foto Giacomo Sirchia

Conto alla rovescia per la ripresa della didattica in presenza. A seguito dell’emergenza sanitaria, dettata dalla diffusione dal contagio del Coronavirus, gli istituti scolastici - di ogni ordine e grado - sono stati costretti a rivisitare le proprie attività consuetudinarie. Il tempo però si fa sempre più stringente così la richiesta di chiarimenti da parte, soprattutto, dei genitori. A tal proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che una mamma ha inviato al sindaco Leonardo Latini e all’assessore alla scuola Cinzia Fabrizi.

“Sono la mamma di due bambine iscritte presso una struttura scolastica comunale. Siamo alla soglia del fatidico mese di settembre – è scritto nella lettera - da sempre mese di cambiamento stagionale, mese che determina la fine delle vacanze estive che quest’anno non è stato possibile definire tale. Almeno credo che molte famiglie non abbiano avuto il privilegio di viverle con la solita spensieratezza, economica e mentale. Siamo alla soglia di settembre ed ancora non abbiamo notizie certe riguardo alla riapertura della scuola. Sui social si leggono tante cose, tante posizioni di maestri, docenti, educatori ed educatrici più o meno opposte tra loro.

Timori ed incertezze

“Chi teme la riapertura. Chi non vede l’ora di rivedere i propri bambini. Chi accusa noi genitori di chiederla a gran voce per poter “parcheggiare” i nostri figli, come se non stessimo parlando di un diritto (quello allo studio), ma anche una conquista sociale (penso al nido) che ha permesso a noi mamme di vivere oltre la maternità, di essere indipendenti economicamente e come donne, di poter contribuire al benessere famigliare, lavorando dietro compenso e non solo in casa.

“A mio avviso – afferma la mamma - i nodi sui quali si deve lavorare sono molti e pieni di incognite per tutti, dagli esperti ai ciarlatani, ma dal nostro Comune sinceramente io ho sentito poco e nulla. E probabilmente a lavorare su questi nodi non si doveva iniziare oggi, né aspettare un cenno dal governo, ma agire, progettare, ideare dal 6 marzo scorso, perché i nostri bambini in questi mesi non sono spariti”.

Domande e perplessità

“Mi chiedo e chiedo a Voi cosa avete fatto per garantire, ovviamente nel dubbio di ciò che questa imminente stagione autunnale ci riserverà in termini di contagi, la riapertura delle strutture comunali, nidi e scuole dell’infanzia?" si domanda. "Lo chiedo perché veramente non si sa nulla. Avete assunto nuovo personale in vista della suddivisione in gruppi più piccoli o avete solo pensato che a pagare, per le ore di chiusura anticipata, debbano essere le famiglie, rinunciando a ore di lavoro, pagando una babysitter o, peggio, chiedendo l’aiuto dei nonni (inizialmente li dovevamo tutelare, ricordate)?”.

“Vorrei capire – aggiunge la signora - se questa riapertura, qualora ci dovesse essere, sarà realistica, ponderata, studiata, abbia un piano B o sia solo una scelta politica per mettere a tacere gli animi sensibili di noi genitori e dire che “ci avete provato” al primo caso di positività?. Credo che se aveste avuto un piano degno di nome, ovviamente lo avreste reso pubblico perché vedere una amministrazione attiva e propositiva fa bene alla cittadinanza ed è sempre una conquista da un punto di vista elettorale, piuttosto temo il silenzio dietro cui vi siete trincerati perché mi fa proprio presagire il contrario".

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"La fascia 0-6 è stata totalmente abbandonata, dimenticata, così come noi famiglie. Certo ne terremo conto alle prossime elezioni, ma fa tristezza vedere questa indifferenza. Questa mancanza di iniziativa non mi fa ben sperare – conclude - so che come sempre dovremo trovare da noi delle soluzioni, come se non facessimo parte di alcuna comunità. Così chi può ce la farà, come sempre ormai avviene in società”.

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