Scuola, riapertura col punto interrogativo. Sindaci “contro” tra chi vuole il 14 settembre e chi preferisce posticipare

Il primo cittadino di Otricoli sposta la ripartenza al 23 settembre, De Rebotti: in sicurezza, ma le lezioni devono riprendere. Pernazza: slittare a dopo le elezioni

L'Itts di Terni (foto Giacomo Sirchia)

Oggi inizia ufficialmente l’anno scolastico 2020-2021. Sull’inizio delle lezioni “in presenza”, invece, sembrano esserci ancora dei profili di incertezza. Sulla carta, la prima campanella in Umbria suonerà il 14 settembre. Ma non tutti sono d’accordo sul fatto che questa sia la soluzione migliore.

“Come molti altri sindaci – spiega Laura Pernazza, primo cittadino di Amelia – abbiamo chiesto che l’inizio delle lezioni sia posticipato rispetto alla data delle elezioni, ossia dopo il 21 settembre”.

Il sindaco di Otricoli, Antonio Liberati, con apposita ordinanza ha indicato nel 23 settembre la data per la ripresa delle lezioni, motivando tale scelta con il fatto che i lavori per la nuova scuola materna termineranno il 21 e dunque non avrebbe senso far iniziare l’anno nella struttura vecchia e poi fare un trasferimento qualche giorno dopo.

Seconda motivazione, che è poi quella che tiene quasi tutti col fiato sospeso, è che per il 20-21 settembre è in programma una tornata elettorale (referendum e amministrative, almeno in alcuni municipi) e che molte scuole sono seggio.

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“Cambiare i seggi e dunque aggiornare tutte le tessere elettorali – spiega Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e presidente di Anci Umbria – è un lavoro immane che avrebbe richiesto almeno un anno di tempo”. Di tempo però non ce né abbastanza. “Sarebbe stato opportuno spostare le elezioni” sottolinea De Rebotti. Ma né l’una né l’altra cosa sono state fatte. “Io sono per far tornare a scuola, in sicurezza, i ragazzi il 14 settembre e condivido la linea della presidente Tesei che ha confermato questa scelta. Se poi si dovesse decidere qualcosa di diverso, allora ci adegueremo”.

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