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Riaperture asili e scuole delle infanzia, Anci Umbria verso un'ordinanza univoca. Ma mancano i dati per decidere

C'è fibrillazione per decine di famiglie dei due comuni in "zona rossa". Nelle prossime ore le decisioni dei sindaci. Nel perugino sta prevalendo l'orientamento alla chiusura

Alla chetichella stanno arrivando in tutti i comuni in "zona ross2a dell'Umbria le ordinanze sindacali dei primi cittadini dopo la ricezione dell'informativa della regione sugli esisti della sentenza del Tar relativa alla riapertura dei servizi all'infanzia da 0 a 36 mesi.

Nel perugino, tranne per il momento Gubbio, alcuni sindaci hanno deciso di prorogare, come già stabilito, i termini dell'ordinanza di chiusura fino al 21 febbraio.

Fra questi il primo cittadino di Perugia, Foligno, Marsciano. Restano perplessi un folto gruppo di sindaci in dubbio circa il rischio di maggior contagio nel caso di una riapertura. Proprio su questo discrimine e dalla lettura attenta dei dati epidemiologici, nelle prossime ore verranno a delinearsi, comune per comune, le decisioni definitive. C'è attesa per i due territori in zona rossa della provincia di Terni che potrebbero ipotizzare delle vie di mezzo. 

Ad Amelia possibile apertura in settimana

L'orientamento della sindaca di Amelia, Laura Pernazza, è strettamente legato agli esiti della curva epidemiologica nella fascia di età interessata dalle riaperture dei primi giorni della prossima settimana. Da una prima analisi, in città sembrano non essere presenti casi di positività fra i bambini dagli 0 ai 36 mesi. Per questo motivo, se i dati entro resteranno incoraggianti presumibilmente fino a martedì 16 febbraio, gli asili e le scuole di infanzia di Amelia dovrebbero riaprire, salvo imprevisti o peggiornamenti della curva, già da mercoledì 17 febbraio. 

A San Venanzo l'amministrazione comunale è ancora in forte dubbio ma già dalle prossime ore dovrebbero sciogliersi le riserve.

Anci Umbria chiede i dati epidemiologici e prepara un'ordinanza univoca

Una corsa contro il tempo dei sindaci di tutta la regione che dovranno trovare una quadra sulle riaperture, o meno, dei servizi all'infanzia nelle zone rosse. Durante l'intera mattinata di domenica 14 febbario l'Anci umbria si è riunita in videoconferenza con la regione e con l'avvocato Giuseppe Caforio, specialista in diritto amministrativo, per decodificare la sentenza del Tar e intraprendere delle soluzioni.

"Anci Umbria - si legge in una nota - è pronta a predisporre una ordinanza base per tutti i comuni coinvolti nella zona rossa, contenente concetti uniformi ed elementi tecnici sanitari e giuridici, su cui, poi, ciascun Comune, nella pienezza della propria autonomia, potrà muoversi. Nel frattempo, Anci Umbria chiederà alla sanità umbra e alla Regione Umbria un documento che attesti la gravità della situazione, una relazione epidemiologica sull’attuale situazione Covid, a supporto di eventuali decisioni dei sindaci

Alla riunione ha preso parte l’avvocato Giuseppe Caforio - prosegue la nota - che ha fornito indicazioni utili ai sindaci sulla vicenda, evidenziando la necessità di “porre nell’ordinanza dei sindaci motivazioni forti e inconfutabili”. La riunione, infatti, è stata indetta per un confronto e per dare garanzie a tutti i sindaci per una migliore valutazione della sentenza del Tar. L’avvocato Caforio oltre a rendere un parere legale, anche rispondendo ai singoli casi, ha precisato che la Regione Umbria ha tre possibilità: procedere con il ricorso al Consiglio di Stato, fare una nuova ordinanza con motivazioni inconfutabili, o non fare altro.

Alcuni sindaci, concordando sulla necessità di avere una ordinanza standard, hanno, tuttavia, evidenziato “a necessità di avere, entro oggi, un atto della sanità regionale umbra che supporti eventuali decisioni di chiusura di nidi e infanzia, ovvero dati epidemiologici chiari e di potersi confrontare con il dirigente Dario o il commissario D’Angelo".

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