Rifiuti e inceneritore, “Terni non può diventare la discarica di Roma”

Il progetto di Acea e i timori della politica. Il Pd: città dell’acciaio virtuosa, non può ingozzarsi con l’immondizia della Capitale. Gentiletti (Senso civico): l’Amministrazione dica no. Entro sabato la decisione di Palazzo Spada

Bruciare o non bruciare, questo è il problema. Soprattutto, se ad essere “valorizzati” nell’inceneritore di Terni dovessero essere (anche) i rifiuti di Roma: la politica comincia a costruire un muro contro la possibilità che nell’impianto di Acea a Maratta arrivi la “monnezza” della Capitale fra le 30mila tonnellate di rifiuti che l’azienda capitolina vorrebbe bruciare nel camino della città dell’acciaio.

Un “profondo no” alla richiesta di bruciare 30mila tonnellate di rifiuti provenienti da Roma nell’inceneritore Acea di Terni arriva dal Partito democratico che non vorrebbe così mandare al macero anche il lavoro importante in materia di raccolta differenziata svolto negli anni passati dalle amministrazioni di centrosinistra. “Il dato è che i cittadini ternani hanno risposto in modo eccellente, portando la differenziata al 70%, consentendo una drastica riduzione di conferimento in discarica. Ci appare quindi assurdo dover assistere all’ennesimo piano di bruciamento di rifiuti nel camino di Terni e per giunta con materiale residuale non prodotto dai ternani. È assolutamente impensabile che Terni possa diventare la discarica di Roma. Assurdo che dopo tanti investimenti di denari pubblici e sforzo dei cittadini, una città virtuosa come Terni sul piano dei rifiuti debba ingozzarsi e bruciare rifiuti provenienti da Roma dove non c’è virtuosità e dove più volte intorno al mondo della ‘monnezza’ sono emerse gravi dinamiche di illegalità. Considerando che l’azionista di maggioranza di Acea è il Comune di Roma, torniamo a richiedere alla giunta 5 Stelle della Raggi di ritirare la richiesta di poter bruciare rifiuti a Terni”.

Il Pd di Terni vuole “fare luce sulla richiesta di Acea rispetto alla frazione residua dei rifiuti urbani poiché questo può avere come obiettivo quello di far diventare Terni come polo di incenerimento di riferimento umbro-laziale. Ora spetta al sindaco di Terni dire ‘no’ ed esprimere parere contrario alla possibilità di bruciare ulteriori rifiuti, ma pieni poteri li avrà la Regione dell’Umbria e la decisione finale spetterà alla neo presidente. Visti i tempi prolungati nella nomina della giunta regionale da parte della Tesei, auspichiamo che non vengano barattate posizioni del tutto personali e territoriali a scapito della salute cittadini ternani”, conclude la nota congiunta del coordinamento comunale Pd Terni e del gruppo consiliare Pd a Palazzo Spada.

“Sulla richiesta di Acea di ampliare la gamma dei rifiuti da incenerire nel suo impianto di Maratta – dichiara il capogruppo di Senso Civico in consiglio comunale, Alessandro Gentiletti – non occorre che il Comune si perda in eccessivi approfondimenti e analisi. La situazione è molto evidente: occorre un no secco e determinato a una richiesta che considera il territorio di Terni come un luogo destinato all’incenerimento dei rifiuti provenienti da altre realtà urbane e regioni. Ben altre sono le aspirazioni di questa città, ad iniziare da quella di avere un clima salubre che consenta nuove forme di sviluppo e di insediamenti residenziali. Se vogliamo tornare ad essere una città attrattiva, non dobbiamo prendere i rifiuti di Roma ma piuttosto fette della sua popolazione e dei suoi servizi. Per questo mi aspetto che l’amministrazione si dimostri realmente discontinua rispetto al passato e che faccia sentire subito la sua contrarietà, un diniego chiaro senza postille che poi lascino margine ad interpretazioni ambigue. Ricordo a tutti noi che la parola definitiva spetta alla Regione: anche su questo fronte occorre mettere a verifica immediatamente le recentissime promesse elettorali di un cambio di passo tra Terni e la Regione, non più ente perugino-centrico, ma molto rispettoso di tutte le realtà territoriali, ad iniziare da una questione fondamentale quale quella dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

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E nelle prossime ore dovrebbe arrivare il parere del Comune di Terni rispetto alla richiesta di Acea: entro sabato Palazzo Spada dovrà dire la sua e in base a questa risposta il procedimento autorizzativo imboccherà strade diverse. In caso di “no”, subentrerà una commissione che avrà il compito di verificare la questione da un punto di vista tecnico e dunque validare o meno le varie posizioni. In attesa che il nuovo esecutivo regionale si pronunci e contribuisca a sciogliere, una volta per tutte, il dilemma. Bruciare o non bruciare?

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