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Domenica, 26 Giugno 2022
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Cent’anni fa nasceva Ilo Mariotti, un uomo dall’etica d’acciaio

Le battaglie, la politica e la famiglia: il ricordo dell’ex senatore della Dc nel centenario della nascita

Un’integrità morale fuori dal comune e una dedizione senza confini si sposavano perfettamente con un profondo attaccamento alla sua terra e, nella sfera più intima, alla sua famiglia.

Si potrebbe forse riassumere così, in poche parole, la figura di Ilo Mariotti, nato a Capitone di Narni il 20 maggio 1922.

Ma la descrizione di questo personaggio non si può di certo ridurre a una manciata di righe.

Mariotti ha dedicato praticamente tutta la sua esistenza ad aiutare chi aveva bisogno. E lo ha fatto sia nel suo lavoro, che lo ha portato negli anni a ricoprire il ruolo di direttore della sede ternana dell’allora Istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie (Inam) sia nella sua attività politica.

Ha iniziato a occuparsi della cosa pubblica nel periodo più buio della storia del nostro Paese, quello in cui partiti come la Democrazia cristiana (a cui si era avvicinato giovanissimo) erano ritenuti fuorilegge dal regime fascista.

Terminato il secondo conflitto mondiale, Mariotti è riuscito finalmente a portare avanti la gavetta sotto le insegne dello scudo crociato: prima consigliere comunale a Narni, poi consigliere provinciale a Terni (in entrambi i casi come capogruppo) e quindi l’approdo a Palazzo Madama nella seconda metà dell’ottava legislatura, dal 1981 al 1983, dopo essersi candidato nel collegio di Orvieto e Città della Pieve in vista delle elezioni politiche del 1979.

Per oltre un decennio segretario della Dc nella provincia di Terni, Mariotti ha sempre onorato il suo impegno ai livelli più nobili, ispirato da autentici sentimenti cristiani. Le sue battaglie nelle varie sedute dei consigli erano spesso accese, ma mai volgari e soprattutto mai trascendenti dal tema della discussione, dal momento che lui studiava nei minimi dettagli tutti i documenti che aveva a disposizione. Non ha mai tradito i suoi ideali, anche quando questi ultimi crollavano dappertutto. Mantenendo però l’umiltà di ascoltare chi aveva opinioni diverse dalle sue. E con la sua onestà e la sua rettitudine ha conquistato il rispetto non solo dei suoi colleghi di partito, ma anche di molti avversari politici, alcuni dei quali sono diventati dei veri e propri amici.

Era continuamente turbato dal dubbio che a nulla servisse la sua fatica, ma questa non era una scusa per far venir meno la sua azione. “L’impegno che metto nello svolgere il mio compito non è esibizionismo ma senso del dovere e del rispetto verso la società”, dichiarava Mariotti a conclusione di un lungo discorso in Consiglio provinciale il 10 dicembre 1992.

Quasi una sintesi premonitrice, visto che il 30 dello stesso mese verrà a mancare all’ospedale Santa Maria di Terni, dove era stato ricoverato qualche giorno prima.

Lasciando ancora incompiuti diversi progetti e non avendo la possibilità di assistere per intero alle radicali trasformazioni che stavano interessando già da tempo la politica italiana.

E chissà cosa Ilo Mariotti, conservatore sì ma anche aperto al futuro, avrebbe pensato dell’epoca che stiamo vivendo, in cui nell’ambiente a lui tanto caro determinati valori sembrano essersi irrimediabilmente persi, dove si cambia casacca con estrema facilità e le opinioni troppe volte dipendono dalla direzione in cui soffia il vento.

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