Rifiuti, così cambia la raccolta: le novità del 2019. E i conti si abbattono di mezzo milione

Arriva il netturbino fisso nel centro città, aumenta la frequenza di raccolta per le attività commerciali. Dalla differenziata incassi per 1,5 milioni euro

L’obiettivo del futuro prossimo della raccolta dei rifiuti non è soltanto introdurre la tariffa puntuale. Ma si punta anche a migliorare i servizi di raccolta dell’immondizia con una serie di attività extra per avere una città più pulita.

Quello che succederà nel 2019 è contenuto nella relazione descrittiva del Piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, una sorta di “mappa” attraverso la quale non solo viene puntualizzata tutta l’attività di Asm sul territorio, ma vengono individuati anche i contorni finanziari attraverso i quali tracciare il costo della bolletta della Tari che poi finisce nelle case dei ternani.

Come funziona il servizio

Nel 2018 si è avuta una produzione pro-capite di rifiuti pari a 479,66 chilogrammi, in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Per il 2019 si è ipotizzato un valore di produzione pro-capite analogo a quello del 2019. Lo scorso anno è stata raggiunta una percentuale del 74,62% di raccolta differenziata con un incremento del 2% rispetto al 2017. Per il 2019 si è ipotizzato di avere una percentuale in leggera crescita.

Le modalità operative prevedono di raggiungere il 100% delle utenze con sistema domiciliare per tutte le utenze, domestiche e non. Le utenze domestiche in area intensa sono dotate di contenitori da 30 e 40 litri con frequenze di raccolta che vanno da una a 3 volte a settimana. Le utenze domestiche in area vasta sono dotate di contenitori di volumetria maggiore (120 e 140 litri) con frequenze di raccolta che vanno da due volte a settimana per la frazione organica ad una frequenza quindicinale per carta, plastica e indifferenziato. Fino alla fine del 2018 nel comune di Terni risultano distribuite 3.585 compostiere. Ce ne sono un altro migliaio ancora disponibili, ancora non tutte distribuite.
Complessivamente, il personale impegnato per il servizio di raccolta e spazzamento ammonta a 154 unità.
Al 2018 le utenze domestiche sono 54.122 mentre le non domestiche sono 10.309 per un totale di 64.431 utenze. Sempre al 2018 sono stati distribuiti 141.591 contenitori (+7.966 rispetto al 2017) dotati di un sistema di rilevazione che consentirà di applicare una tariffa puntuale che tenga conto non solo della quantità di rifiuti indifferenziati prodotti ma anche di una serie di premialità legate alle frazioni merceologiche valorizzabili conferite in forma differenziata.

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La bolletta, ecco tutti i costi

Il conto per la gestione dei rifiuti indifferenziati comprende il costo per lo spazzamento ed il lavaggio strade: 41mila ore di spazzamento manuale e 13mila ore di spazzamento meccanico con 14 percorsi, oltre le ore necessarie per lo svuotamento dei cestini, la rimozione delle micro-discariche, la raccolta delle siringhe, la pulizia del mercato centrale e la pulizia in occasione di sagre e fiere. Tutto questo per un costo pari ad oltre 2,6 milioni di euro. Per il 2019 sono previsti servizi integrativi per lo spazzamento notturno nelle zone centrali ed altre attività che comporteranno un ulteriore costo di 432.959 euro.
La raccolta dei rifiuti indifferenziati e degli ingombranti costa 1,8 milioni. Sempre per l’anno in corso, sono previsti servizi integrativi che riguardano essenzialmente la rimozione dei rifiuti pericolosi, la realizzazione delle isole per pannoloni, il netturbino fisso in centro e la raccolta legno da manutenzione parchi per 8.250 euro.
Trasporto e smaltimento dell’indifferenziata (compresi gli ingombranti) costano a circa2,1 milioni. “Per il 2019 – è scritto nel dossier rifiuti - continua una diminuzione importante (...) grazie soprattutto alla tariffa di smaltimento e ai risultati della raccolta differenziata che continuano a determinare comunque una riduzione dei quantitativi da trasferire alla discarica di Orvieto. Tale diminuzione è pari a 960mila euro”.
La gestione dei rifiuti differenziati si compone dei costi per la raccolta delle varie frazioni (organico, carta, plastica e lattine, vetro, rifiuti urbani pericolosi, verde) e per la gestione e la guardiania dei centri comunali di raccolta, per un totale di 7,5 milioni. Anche in questo caso, sono previsti servizi integrativi che ammontano a 960mila euro riguardanti “essenzialmente giri di raccolta aggiuntivi, anche notturni, a favore delle attività economiche principalmente del centro città”.
Nella voce “trasporto e smaltimento rifiuti differenziati” sono compresi sia i costi per il trattamento finale della frazione organica e del verde presso il biodigestore di GreenAsm pari complessivamente a 1,2 milioni. Dalla vendita delle frazioni differenziate si ottengono ricavi pari a quasi 1,5 milioni di euro. Nella “bolletta” entrano poi costi amministrativi per accertamento e riscossione (255mila euro) costi di gestione (159mila), costi “comuni diversi” (2,6 milioni) e altre voci tecniche fino a comporre la cifra complessiva di quasi 20,5 milioni di euro con una riduzione poco superiore a mezzo milione di euro rispetto al costo previsto nel piano economico finanziario preventivo del 2018.

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